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pubblicato il 11/ott/2013 12:00

Monti avverte Letta: patto scritto su fisco e riforme o addio

"vogliamo duri la legislatura ma necessari paletti chiari a Pdl"

Monti avverte Letta: patto scritto su fisco e riforme o addio

Roma, 11 ott. (askanews) - "La coalizione serve a condividere la responsabilità politica per fare riforme che, nell'interesse della crescita e dell'equità, colpiscono interessi costituiti. Non può diventare un accordo per distribuire favori da una parte e dall'altra. La stabilità è un valore se serve per fare le cose. Non deve diventare un alibi". L'ex premier Mario Monti, senatore a vita leader di Scelta Civic, ha sparato alzo zero contro la conferenza stampa del Vicepremier Angelino Alfano e i ministri del Pdl e contro la possibilità di confluenze Sc-Pdl, con un avviso molto netto al presidente del Consiglio Enrico Letta. Avvertendo che senza un patto scritto chiaro già sulla imminente legge di stabilità che indichi che cosa Pdl, Sc e Pd sono impegnati a fare ancora insieme, le larghe intese sono arrivate al capolinea. "Da tempo - ha sottolineato Monti, intervistato da 'la Repubblica' a Bruxelles dove oggi incontra il presidente del Consiglio Ue Hermann Van Rompuy - chiediamo un patto di coalizione dettagliato e verificabile, come fanno i tedeschi che lo chiamano addirittura trattato di coalizione. A partire dalla legge di stabilità, noi consideriamo che questa sia una condizione necessaria. Il governo può e deve durare per l'intera legislatura, non solo fino al 2014. Ma occorre molta chiarezza su che cosa si vuol fare nei dettagli. E un meccanismo di verifica per controllare che gli impegni siano stati mantenuti". Perchè se questo accordo scritto non fosse possibile stipularlo, "allora è meglio rinunciare alla grande coalizione". Ed in ogni caso è "è inaccettabile che un partito di maggioranza, qual è il Pdl, si presenti come la "sentinella contro le tasse". Non so come il presidente Letta possa tollerare che i ministri Pdl tengano una loro conferenza stampa a palazzo Chigi, per fare propaganda di parte. Se loro sono la sentinella contro le tasse, allora noi di Scelta civica saremo la 'sentinella contro il loro illusio- nismo fiscale' . Con porte chiuse, o meglio sprangate, da parte di Monti a confluenze Sc-Pdl e accordi con Silvio Berlusconi. "Chi prefigura l'apertura a forze politiche che hanno contribuito a determinare il declino italiano - ha ammonito i suoi- esprime una posizione personale, non di Scelta Civica. Noi stiamo con il Ppe, mai con il Pdl".

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