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pubblicato il 22/dic/2011 21:30

Monti 'stana' partiti: Confronto su fase 2, ma non mi ingabbierà

Pronti a dialogo strutturato, ma se rifiutato nessuno si lamenti

Monti 'stana' partiti: Confronto su fase 2, ma non mi ingabbierà

Roma, 22 dic. (askanews) - Lo stile è quello sobrio ma affilato cui ormai ha abituato, e stavolta Mario Monti lo usa per mettere a nudo e spiegare agli italiani il vero rapporto tra lui e i partiti: i "veti" e le "forti pressioni", spiega il premier in Senato, sono solo un atteggiamento di facciata ad uso e consumo dei rispettivi elettorati, ma in realtà - nei colloqui a palazzo Chigi - "l'appoggio al governo è molto più grande di quanto i partiti lascino intendere o dichiarino". E allora si può anche andare avanti così, "se lo si ritiene utile", basta che appunto le prese di distanza si limitino alle dichiarazioni e non compromettano l'azione del governo. Che anzi sarebbe "agevolata" da una consultazione anche "preventiva" tra i partiti e il governo: ma scelgano i partiti in che forma e in che grado di coinvolgimento. Insomma, spiegano da palazzo Chigi, il governo ha tutto l'interesse a un dialogo più strutturato e che veda insieme al tavolo tutti i partiti, e l'offerta di Monti in questa direzione è genuina e sentita: "Da sempre, fin dalla formazione del governo, ha cercato di coinvolgere le parti politiche". Detto questo, nessun dramma se le diverse posizioni dei partiti di 'maggioranza' non dovessero consentire una forma di coordinamento stabile. Anzi, ragiona un esponente del governo, "in questo modo lasciamo ai partiti la responsabilità di rifiutare l'offerta: in quel caso, avanzeremmo le nostre proposte in Parlamento ma nessuno potrà lamentarsi di non essere stato consultato". Di più: "Evitiamo di doverli incontrare uno ad uno, per trovarci poi in mezzo al fuoco incrociato". Perchè il primo interesse di Monti, quale che sia il metodo, è che i provvedimenti di rilancio della crescita procedano il più possibile spediti: tanto da preparare l'esecutivo ad una riunione 'd'emergenza' per il 28 dicembre che - nel caso si rendesse necessario per le fibrillazioni dei mercati - possa rapidamente varare una prima serie di misure su liberalizzazioni e infrastrutture. Proprio per stabilizzare la maggioranza, il premier - spiega un membro del governo - sta tessendo la sua "ragnatela" intorno ai partiti, mostrando comprensione come fatto oggi in Senato per gli "oneri" che si stanno assumendo in termini di popolarità, ma al tempo stesso legandoli sempre più strettamente alla sua azione di governo. Una strategia che però qualche segno di insofferenza lo genera nei partiti: il pidiellino Napoli denuncia "l'incomprensibile atteggiamento di sfida del senatore Monti nei confronti delle forze politiche"; il democratico Fioroni osserva che "il sostegno alla salvezza dell'Italia è una cosa, il consenso elettorale e politico è un'altra". E così domani il premier incontrerà anche il segretario Pdl Angelino Alfano, e poi i centristi Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. A loro ribadirà la centralità delle misure per la crescita, la necessità che non siano ostacolate in Parlamento e la speranza che si possa invece procedere come per la manovra, che grazie ai partiti - ha riconosciuto Monti - "è stata migliorata sotto ogni punto di vista" ma è stata approvata in tempi rapidissimi. Perchè ora "verrà sviluppata a grande velocità" la 'fase due'. Espressione che in realtà a Monti non piace più di tanto, perchè quella che viene così definita in realtà "è già cominciata, era dentro la fase uno", con i provvedimenti ad esempio sull'Irap o sulla capitalizzazione della imprese. Nella manovra dunque "sono stati posti i semi per lo sviluppo", ma "a breve" arriveranno i provvedimenti veri e propri. Perchè sul fronte della crescita finora "abbiamo fatto il possibile in due settimane", ma "resta da fare un lavoro enorme per liberare l'economia italiana dai freni che l'hanno rallentato la crescita". Il primo fronte saranno le liberalizzazioni sulle quali il governo è pronto a intervenire con "azioni coraggiose". In parallelo ci sarà il lavoro di spending review nelle amministrazioni pubbliche: "Ci vorranno mesi, ma i risultati saranno duraturi". E poi il "tema chiave" del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali con "un'agenda strutturata" di confronto con le parti sociali. Sulla 'fase due' Monti ascolterà dunque i "suggerimenti" dei partiti, espressi nella forma e nelle modalità "a loro gradite". L'importante è che l'azione per la crescita non venga stritolata tra i veti incrociati.

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