mercoledì 18 gennaio | 11:08
pubblicato il 11/dic/2013 16:49

Montagna: Cia, binomio indivisibile con l'agricoltura

(ASCA) - Roma, 11 dic - La montagna rappresenta un ecosistema di fondamentale importanza nel mondo, in cui l'agricoltura gioca un ruolo assai strategico: per la corretta gestione del paesaggio, la conservazione della biodiversita', la lotta all'abbandono delle aree marginali, lo sviluppo dell'economia locale. Nonostante questo, in tutto il pianeta le zone montane sono costantemente a rischio, minacciate dalla desertificazione e dai cambiamenti climatici. Ecco perche' e' necessario riportare il tema al centro dell'agenda politica mondiale, perche' proprio lo sviluppo delle zone montane e' una delle chiavi principali per un futuro realmente sostenibile. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, oggi in occasione della ''Giornata internazionale della Montagna'' proclamata dalla Fao. Nelle aree montane vive il 12 per cento della popolazione mondiale.

Solo in Italia il 47,5 per cento della superficie e' montana e il numero delle aziende agricole interessate e' pari al 31 per cento del totale -ricorda la Cia-. Rispetto alla produzione forte e abbondante che caratterizza la pianura, c'e' un'agricoltura di montagna complicata, in molti casi perfino ''eroica'', che si scontra con terreni e climi difficili. E che, pero', svolge un ruolo primario nella conservazione del patrimonio forestale e nella prevenzione del dissesto idrogeologico, garantendo al contempo la sopravvivenza di un paesaggio rurale e la valorizzazione delle attivita' tradizionali, dal pascolo ai prodotti tradizionali e tipici. Senza contare che sono le foreste di montagna a ''tutelare'' le risorse naturali e i servizi ambientali su cui miliardi di persone fanno affidamento per la propria sussistenza: l'acqua ma anche le piu' importanti piante che sfamano l'umanita': mais, pomodoro, patate, orzo, mele, te' e caffe'. Per questo oggi tocca riportare la ''questione montana'' all'ordine del giorno -conclude la Cia- e trovare soluzioni affinche' l'innalzamento delle temperature dovute al riscaldamento globale non metta in pericolo la stabilita' di ecosistemi cosi' vitali. Ugualmente e' inderogabile lavorare perche' la progressiva erosione della popolazione residente trovi un'inversione di tendenza, attraverso una ripresa di interesse politico e socio-economico dei vari contesti montani. res/rus

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