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pubblicato il 30/ott/2014 15:17

Mogherini lascia Farnesina, Napolitano e Renzi prendono tempo

Colloquio al Colle Presidente-Premier, si valutano più ipotesi

Mogherini lascia Farnesina, Napolitano e Renzi prendono tempo

Roma, 30 ott. (askanews) - Il ministro degli Esteri Federica Mogherini Mogherini ha annunciato oggi le sue dimissioni da deputato della Repubblica, e conseguentemente da titolare della Farnesina, per assumere dal primo novembre l'incarico di Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, succedendo alla britannica Ashton. La sua sostituzione - che assume una particolare rilevanza viste le fibrillazioni che stanno attraversando il governo, originate soprattutto da contrasti all'interno dello stesso partito di maggioranza, il Pd - e' stata al centro del colloquio che questa mattina il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto con il premier (e segretario del Partito democratico) Matteo Renzi. Le sollecitazioni ad una rapida sostituzione della Mogherini arrivano da più parti ma non è detto che il nome del nuovo titolare della Farnesina si possa avere nelle prossime ore.

E' bene ricordare che lo stesso Renzi, nelle scorse settimane, ha lasciato intendere come non avesse alcuna fretta di sostituire il ministro. Questo non perchè non ve ne sia la necessità - con una Ue sempre più "invadente" nella gestione propria dei singoli stati membri e con i teatri di guerra o pseudo guerra che si aprono sempre più spesso al di là dei nostri confini, avere un ministro degli Esteri in carica è fondamentale - ma perchè una casella come quella della Farnesina deve rispondere a ben definiti ed equilibrati criteri politici: rappresentanza di genere, di corrente fino ad arrivare ad eventuali concessioni ad alleati di governo. Senza dimenticare la possibilità(Berlusconi premier insegna con il ministro degli Esteri Ruggiero) dell'interim alla carica assunto dal presidente del Consiglio. Va quindi forse letta in questo quadro l'assenza, ad ora, del nome del sostituto della Mogherini.

Una cautela, nella scelta nel nome, che sembra caratterizzare l'azione di Renzi e anche la riflessione del Quirinale. Dal Colle emerge infatti che non era affatto scontato che il nuovo ministro fosse indicato oggi.

Insomma - al di là delle opportune e doverose attenzioni per la copertura di una casella di governo così importante - ancora una volta l'esecutivo si trova a dover fare i conti con la politica e gli equilibri fra partiti, con buona pace della volontà del premier Renzi di "rottamare" persone e storici rapporti politici.

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