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pubblicato il 11/set/2012 21:30

M.O./ Papa in Libano in nome della pace, nonostante ombre Siria

Prima volta Benedetto XVI in Medio Oriente dalla primavera araba

M.O./ Papa in Libano in nome della pace, nonostante ombre Siria

Città del Vaticano, 11 set. (askanews) - Sarà un pellegrinaggio religioso il viaggio che il Papa compie da venerdì a domenica prossimi in Libano. Sebbene il Vaticano tenga a sottolineare il carattere pastorale di una visita il cui primo obiettivo è consegnare ai cristiani della regione l'esortazione apostolica che ha scritto a partire dal sinodo sul Medio Oriente che si è svolto nel 2010 in Vaticano, la trasferta ha però inevitabilmente implicazioni politiche e diplomatiche. Non solo perché - dopo la visita in Terra santa del 2009 e quello a Cipro del 2010 - è il primo viaggio che Benedetto XVI compie nell'area mediorientale dopo lo scoppio della "primavera araba", ma, più specificamente, perché in Siria - paese confinante e legato al Libano da molte intersecazioni - è in corso da mesi una guerra civile che coinvolge la comunità cristiana ed ha suscitato più volte l'appello personale del Papa per una soluzione pacifica. "Il Libano - ha sottolineato di recente il cardinale francese Jean-Louis Tauran, presidente del pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso e diplomatico vaticano di lungo corso - è l'unico paese della regione nel quale i cristiani partecipano all'esecutivo. La presenza del Papa avrà una dimensione politica, ma il Papa non può fornire soluzioni. Ricorderà dei principi: la dignità della persona umana, l'esigenza del diritto internazionale e il contributo a una certa etica. Dirà che è necessario fare in modo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza. E' una cosa molto triste vedere che, quando c'è un problema, si ricorre subito alla violenza e non alla diplomazia. La Santa Sede contribuisce a ricordare il diritto internazionale". Un altro cardinale che farà parte dell'entourage papale, l'italo-argentino Leonardo Sandri, prefetto della congregazione per le Chiese orientali, da parte sua, si è detto convinto che la visita del Papa "una spinta molto grande per questo dialogo, perché tutti potranno vedere e toccare con mano che la presenza del Papa non è una presenza di potere, di forza, ma è una presenza di amore, di dialogo, di saper ascoltare e di saper stare insieme, e che mai e poi mai, sarà la presenza del Vangelo e del cristianesimo ragione per usare la violenza, l'odio o la separazione. Il Papa darà testimonianza di questa pace, di questo amore del Vangelo. Perciò io credo che questa visita è realmente una visita profetica per la Chiesa, e per il Medio Oriente". (segue)

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