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pubblicato il 09/ago/2016 18:49

Minoranza Pd: sguaiato schierare Festa Unità per sì a referendum

Stumpo: "Forzatura". Gotor: 'Miopia'. Fornaro: 'Militarizzazione'

Minoranza Pd: sguaiato schierare Festa Unità per sì a referendum

Roma, 9 ago. (askanews) - Un "errore", una "forzatura sguaiata", una "militarizzazione" che rischia di trasformarsi in un boomerang. La minoranza Pd attacca sulla Festa dell'Unità, il manifesto pubblicato su Twitter dal tesoriere del partito Francesco Bonifazi scatena una nuova ondata di critiche dei bersaniani, che da tempo chiedono "piena cittadinanza" anche per le ragioni del no.

Proprio non è piaciuto quello slogan "L'Italia che dice Sì", affiancato da una grande X verde e rossa che richiama quella che si disegna su una scheda elettorale. "Dal 28 agosto all'11 settembre - scrive Bonifazi su Twitter - vi aspettiamo a Catania per la Festa nazionale e L'Unità con l'Italia che dice sì".

Una "forzatura" per Nico Stumpo: "È innegabile che la posizione del Pd sia per il sì, ma è altrettanto innegabile che c'è tanta parte del Pd che non ha esattamente questa posizione. Forzare sulle feste è un po' come escludere un pezzo della nostra storia. Si può fare politica senza essere sguaiati".

Per Miguel Gotor, poi, è una scelta "miope, un errore politico grave". Non si può "trasformare il brand della Festa dell'Unità in una scheda elettorale con la croce sopra". Soprattutto, "continua a essere un errore non volere dare cittadinanza anche alle ragioni del No dentro il Pd e nelle feste dell'Unità: si schiaffeggiano centinaia di migliaia di nostri elettori che vorrebbero seguitare a votarci alle politiche anche dopo avere scelto il 'no' al referendum e invece si sentono messi alla porta. Forse si pensa di sostituirli con le masse di elettori di Verdini e di Alfano. Ma la sconfitta delle amministrative non ha insegnato nulla?".

Drastico anche il giudizio di Federico Fornaro: "Gli ultimi i sondaggi dicono che un terzo elettori del centrosinistra è orientato a votare no. Mi pare si continui a negare l'evidenza. Attenzione però che a decidere saranno gli indecisi e se si continua sulla linea del referendum sul governo il risultato rischia di essere già scritto. Nessuno nega che gli organismi di partito si siano espressi chiaramente per il sì, da qui a militarizzare la propaganda, a farlo diventare una sorta di battaglia finale, ce ne corre".

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