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pubblicato il 08/ago/2016 16:52

Minoranza Pd insiste: correggere Italicum o è no al referendum

Stumpo: scelta non indolore, ma senza modifiche è evidente

Minoranza Pd insiste: correggere Italicum o è no al referendum

Roma, 8 ago. (askanews) - Resta alta la tensione nel Pd in vista del referendum sulla riforma costituzionale. Dopo il via libera della Cassazione, la minoranza dem incalza ancora: ora bisogna correggere la legge elettorale altrimenti voteremo no, una "scelta non indolore, ma ci appare evidente che le due cose, riforme e Italicum, si tengono insieme malamente". Una linea rilanciata da Nico Stumpo della sinistra Pd.

"Quello che ha fatto la Cassazione - premette il deputato dem - non dovrebbe essere oggetto di commenti, anche perché il referendum era stato sottoscritto già dai parlamentari, rendendo di per sé superfluo il ricorso alla raccolta delle firme. Da oggi - aggiunge Stumpo - scatta ufficialmente il tempo a disposizione del governo per stabilire la data della consultazione: sessanta giorni per definire la data e, poi, dai 50 ai 70 giorni per tenere il referendum. In tutto, 130 giorni, al massimo. Una lunga campagna referendaria che può essere fatta nel merito oppure no. Io mi auguro che non sia fatta di dichiarazioni estemporanee e che il tempo impiegato sia inferiore ai 130 giorni".

"L'augurio - prosegue Stumpo - è che questo tempo sia impiegato per mettere a posto quegli aspetti, anche esterni, che riguardano da vicino le riforme costituzionali e che possono consentire al referendum di avere una larga e convinta partecipazione. Se non ci fossero modifiche alla legge elettorale, purtroppo, ci troveremmo in una posizione diversa da quella del governo e della maggioranza del partito. Si tratta di una scelta non indolore, ma ci appare evidente che le due cose, riforme e Italicum, si tengono insieme malamente. Noi abbiamo posto una serie di questioni, dal primo momento, e abbiamo detto che non andava bene la legge elettorale, tanto più che non la votammo. E' chiaro che sulla riforma costituzionale non potevamo fare diversamente, ora però con il referendum si possono rimettere a posto le cose. Bisogna intervenire seriamente prima che scatti l'ora finale del referendum".

(segue)

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