lunedì 27 febbraio | 15:51
pubblicato il 27/lug/2011 05:10

Ministeri/ Napolitano boccia decentramento, il Pdl romano esulta

Tace la Lega: Niente polemiche con il Capo dello Stato

Ministeri/ Napolitano boccia decentramento, il Pdl romano esulta

Roma, 27 lug. (askanews) - La Lega non fa in tempo a chiudere i festeggiamenti per l'inaugurazione, sabato scorso, delle sedi 'padane' dei ministeri, che arriva la doccia gelata dal Capo dello Stato: Giorgio Napolitano fa sapere di aver inviato una lettera al presidente del Consiglio in cui si esprimono "rilievi e motivi di preoccupazione sul tema, oggetto di ampio dibattito, del decentramento delle sedi dei ministeri sul territorio". Una nota stringatissima, foriera però di ulteriori problemi all'interno della maggioranza. I big del Pdl tacciono, così come quelli della Lega, che fanno sapere di non voler aprire polemiche con il Capo dello Stato, pur riconfermando - spiegano fonti leghiste - la convinzione nella fondatezza dell'iniziativa. Ma a prendere la parola ci pensano gli esponenti romani del Popolo della Libertà: esulta il sindaco della Capitale Gianni Alemanno, esulta la governatrice del Lazio Renata Polverini, che trovano in Napolitano una sponda alle rimostranze che da tempo avanzavano contro l'iniziativa leghista. Alemanno si augura che "il presidente Berlusconi tragga da questa lettera del Capo dello Stato la spinta politica per confermare in maniera chiara e definitiva il pieno sostegno del Governo di centrodestra a Roma Capitale" e "chiudere definitivamente" la questione. Polverini si augura invece che "anche la Lega ne prenda finalmente atto". Ancora più duri i commenti delle opposizioni. Per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd in Senato, il Capo dello Stato ferma "la tragicomica buffonata" del decentramento dei ministeri, mentre per l'Idv l'intervento del Colle fa giustizia di un'iniziativa "in aperta violazione della legalità costituzionale". Amaro il commento del finiano Italo Bocchino:" E' assurdo che debba essere il Capo dello Stato a dover ricordare e spiegare al Presidente del Consiglio, Berlusconi, i principi istituzionali fondamentali dello Stato italiano".

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