martedì 06 dicembre | 11:50
pubblicato il 28/nov/2011 18:01

Mills/ Con udienza da Londra prescrizione si riavvicina

E il 19 dicembre testimonianza legale inglese ancora in forse

Mills/ Con udienza da Londra prescrizione si riavvicina

Milano, 28 nov. (askanews) - Quello che è avvenuto nell'udienza di oggi al processo Mills a carico di Silvio Berlusconi rende più vicino il rischio della prescrizione fissata per metà marzo 2012. David Mills non ha testimoniato e non si sa se lo farà il prossimo 19 dicembre, quando i giudici si riuniranno in camera di consiglio per decidere se e come dovrà avvenire la deposizione del coimputato che, stando a una sentenza della Cassazione, sarebbe stato corrotto con almeno 600mila dollari. Dalle 11 del mattino alle 5 del pomeriggio è stato tutto un rebus giuridico, un confronto tra due ordinamenti che ha portato almeno per ora a un nulla di fatto, con Berlusconi presente in aula e che poi dirà di "aver fatto fatica a non addormentarmi". E' successo praticamente di tutto, dall'interprete del pomeriggio che ammette di essere andata nel pallone perchè in difficoltà con il tradurre termini giuridici, a Mills che collegato da Londra ha fatto sapere: "Se il pm Fabio De Pasquale domani viene qui a spiegarmi su che cosa devo rispondere e che cosa rischio, poi io decido se venire in aula a Milano". I difensori di Mills e di Berlusconi, da qui e dall'Inghilterra, parlano di 255 documenti trasmessi dal pm con espresso divieto di farli vedere a Mills. Il magistrato milanese spiega che fa tutto parte del fascicolo del processo, che sono carte note e notissime. Piero Longo e Niccolò Ghedini ribadiscono che i loro colleghi inglesi non hanno avuto una traduzione adeguata. Insomma i legali d'Oltremanica hanno bisogno di tempo per consultare i documenti. E così saltano le udienze del 5, 6 e 10 dicembre. Le misure di sicurezza sono le stesse di quando Silvio Berlusconi era presidente del consiglio dei ministri. Transenne all'ingresso di via Freguglia. Agenti, a decine, in tenuta antisommossa ma fuori non c'è nessuno, mancano sia i fan sia i detrattori. E dentro il palazzo spintoni e mani addosso ai giornalisti che cercano di capire quello che Berlusconi sta dicendo nella pausa dell'udienza. Alla fine, corridoi chiusi e impossibilità per una parte dei giornalisti di raggiungere l'ex premier per sentire le sue dichiarazioni. nov 11

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