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pubblicato il 27/gen/2012 21:15

Mills/ Berlusconi ricusa giudici, Pdl all'attacco di Vietti

Vicepresidente Csm difende tempi sentenza, ma "parla in generale"

Mills/ Berlusconi ricusa giudici, Pdl all'attacco di Vietti

Roma, 28 gen. (askanews) - Silvio Berlusconi ha ricusato i giudici di Milano del processo Mills per un conflitto sui tempi di prescrizione del reato. Secondo i legali dell'ex premier infatti i giudici avrebbero gestito il calendario delle udienze e tagliato i loro testimoni proprio per evitare che intervenisse la prescrizione. La vicenda è ancora una volta entrata nel dibattito politico rompendo quel clima di dialogo sul tema della giustizia maturato sotto il governo Monti e che si era manifestato in parte ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Ad alimentare lo scontro e soprattutto le dure reazioni del partito del Cavaliere sono state in serata le parole del vicepresidente del Csm, Michele Vietti, in difesa della accelerazione dei tempi per arrivare alla sentenza. "Il processo per sua natura deve arrivare a decisione nel merito" ha detto Vietti secondo il quale occorrerebbe intervenire per congelare la prescrizione, proprio per evitare che il processo non arrivi alla sua conclusione. "Non può essere un incentivo premiale per l'imputato più bravo a sfruttare le pieghe dei riti processuali, per evitare che si arrivi alla decisione. Questo determina l'abuso del processo", ha sottolineato. Per il Pdl queste affermazioni "politiche" mettono in discussione lo stesso ruolo di Vietti al Csm. "L'intervento del vicepresidente del Csm, Michele Vietti, riguardo la prescrizione nel processo Mills, è contemporaneamente malaccorto, intempestivo e impreciso", ha detto il segretario del Pdl che lo accusa anche di aver commesso "un grave scivolone politico perché ha parlato da politico che auspica platealmente uno specifico risultato processuale e non la piena osservanza delle regole del processo". Il capogruppo del Pdl al Senato si spinge oltre e parla di "parole incompatibili con la sua funzione". Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera inoltre "la ripresa dell'uso politico della giustizia e la copertura di ciò da parte di personalità responsabili può solo deteriorare il quadro politico". Il vicepresidente del Csm non è rimasto insensibile alle critiche e con una nota ha voluto precisare che "sono state impropriamente collegate sue considerazioni generali di politica giudiziaria in materia di prescrizione (di cui, peraltro, si è ampiamente parlato in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario) con un singolo processo, in relazione al quale ogni determinazione è invece ovviamente rimessa solo alle parti e al giudice".

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