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pubblicato il 28/giu/2011 20:00

Milano/Scola Arcivescovo,3 mesi consultazioni con sponsor il Papa

Altri candidati come Ravasi e Ambrosio non hanno passato vaglio

Milano/Scola Arcivescovo,3 mesi consultazioni con sponsor il Papa

Roma, 28 giu. (askanews) - E' giunto dopo lunghi mesi di consultazioni e dibattiti l'annuncio pubblico della nomina da parte di Papa Benedetto XVI del Cardinale Angelo Scola a nuovo Arcivescovo di Milano, successore nella cattadra di Sant'Ambrogio e San Carlo Borromeo di Carlo Mario Martini e Dionigi Tettamanzi. La corsa alla successione, per la precisione, è iniziata lo scorso 14 marzo, quando il cardinale Dionigi Tettamanzi ha compiuto 77 anni e sono così scaduti i due anni di 'prorogatio' che il Papa gli aveva concesso nel 2009 all'età standard di pensionamento di un vescovo. Sin da subito Scola è stato in 'pole position' per la successione, ma la sua nomina è giunta solo ora. Non solo Benedetto XVI ha voluto seguire puntigliosamente le procedure di selezione. Come di prammatica, il nunzio apostolico in Italia, monsignor Giuseppe Bertello, ha condotto una consultazione che, in questo caso, è stata estesa a tutti i cardinali italiani, ai presidenti delle conferenze episcopali regionali, ai vescovi lombardi e agli ausiliari di Milano. Procedura svolta sotto segreto pontificio dalla quale, a quanto è però filtrato, il Patriarca di Venezia non ha preso molte preferenze. Anziché stabilire, come accade di solito, una terna di candidati da proporre al Papa, il Palazzo apostolico ha preferito compiere altre due consultazioni. Con la seconda, in particolare, il Vaticano avrebbe sondato il gradimento di una cinquina prestabilita che avrebbe annoverato, oltre a Scola, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, monsignor Aldo Giordano, Osservatore della Santa Sede al Consiglio d'Europa, e il nunzio apostolico in Venezuela Pietro Parolin. Il 9 maggio, infine, si è svolta una riunione della congregazione dei Vescovi che ha sancito, sebbene non all'unanimità, la candidatura di Scola. Il prefetto del dicastero, card. Marc Ouellet, ha poi portato il dossier al Papa che, ora, ha deciso la nomina. Una nomina più volte anticipata, data per certa, preannunciata, ma rimandata sino ad oggi. Perché oltre al rispetto delle procedure la lunghezza del processo è stata causata dalle resistenze alla nomina di Scola. Almeno tre i motivi che più di un maggiorente di Chiesa ha sollevato. Innanzitutto Scola ha quasi 70 anni, un'età già avanzata per la più grande diocesi d'Europa. In secondo luogo, il passaggio dal Patriarcato di Venezia all'arcidiocesi di Milano è un caso unico nella storia della Chiesa. In terzo luogo, Scola è legato a Comunione e liberazione e il suo arrivo nella diocesi guidata prima da Carlo Maria Martini e poi da Tettamanzi rappresenta una scelta di discontinuità che lascia perplessi diversi ambienti del cattolicesimo ambrosiano. Scola, però, ha sempre avuto uno sponsor d'eccezione: il Papa in persona. Che lo stima da molti anni, sin da quando, insieme a Hans Urs von Balthasar e ad altri teologi, hanno fondato insieme la rivista teologica 'Communio', che dopo il Concilio vaticano II ha fatto da contrappunto alla rivista 'Concilium'. Altri candidati - a partire dal cardinale Ravasi e da mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza molto stimato dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone - non hanno passato il vaglio. Quanto alla vicinanza a Cl, che certo non disturba Ratzinger, essa riguarda più il passato che il presente. Scola, ad esempio, ebbe qualche problema nel seminario ambrosiano a causa del suo stretto legame con il movimento fondato da don Luigi Giussani e, alla fine, non fu ordinato sacerdote a Milano - sua diocesi di appartenenza - ma a Teramo, nel 1970, perché lì fu accolto dal vescovo ciellino Abele Conigli. Quei tempi, però, sono lontani. E nel corso della sua carriera ecclesiastica Scola, figlio di un camionista e di una casalinga, si è stagliato sempre più come una figura autonoma e di grande intellettuale. Nominato vescovo a Grosseto nel 1991, è stato rettore della Pontificia università Lateranense dal 1995 al 2002. Elevato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2003, a Venezia si è distinto per la buona gestione della diocesi e l'attività di dialogo con il mondo islamico e valorizzazione delle minoranze cristiane in Medio Oriente attraverso la rivista 'Oasis'. Nel 2007 ha sfiorato la nomina a presidente della Cei al posto del cardinale Camillo Ruini - una nomina sponsorizzata dallo stesso Ruini - ma l'opposizione del cardinal Bertone ha poi indotto il Papa a scegliere l'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. Il recente viaggio del Papa a Venezia ed Aquileia è stato per il Papa solo l'ultima conferma di un rapporto consolidato che trova il suo coronamento con la nomina a Milano.

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