venerdì 02 dicembre | 23:41
pubblicato il 11/mag/2011 20:17

Milano 2011/ Moratti attacca Pisapia, "ha rubato", lui la querela

Faccia a faccia televisivo si conclude senza stretta di mano

Milano 2011/ Moratti attacca Pisapia, "ha rubato", lui la querela

Milano, 11 mag. (askanews) - Dopo una campagna elettorale che fino a una decina di giorni fa era stata contrassegnata da encomiabile fair play, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, candidati per il centrodestra e il centrosinistra per la poltrona di sindaco di Milano, hanno abbandonato la linea morbida tanto che il 'duello' in tv davanti alle telecamere di Sky si è concluso senza una stretta di mano. A soli quattro giorni dal voto. "Io vengo da una famiglia di moderati, lui fu condannato per il furto di un'auto" ha attaccato il sindaco negli ultimi secondi concessi dal conduttore Emilio Carelli. "E' una calunnia, un falso clamoroso di cui risponderà" ha replicato l'avvocato penalista senza avere il tempo di precisare, in tv, di essere stato "assolto per non aver commesso il fatto". Gli strascichi dello scontro televisivo hanno animato tutta la giornata politica milanese: Pisapia ha immediatamente annunciato la querela del sindaco Moratti per diffamazione aggravata e nel tardo pomeriggio entrambi hanno convocato una conferenza stampa, praticamente in contemporanea, per chiarire la loro posizione. La accuse mosse da Letizia Moratti, secondo Pisapia che ha letto ai giornalisti una dichiarazione, consegnando contestualmente gli atti del tribunale con la sua assoluzione con formula piena per il reato di furto, sono "un agguato mediatico, un'azione di killeraggio progettata a tavolino. La mia vita è sempre stata trasparente, è trasparente, e i cittadini milanesi hanno il diritto di sapere tutto di me". Letizia Moratti, dal canto suo, ha cercato di minimizzare le sue affermazioni nel corso del duello Tv, sottolineando che "sul piano politico ho inteso dire che la storia di Pisapia non è la storia di una persona moderata". Il contesto politico in cui Pisapia si muoveva in quegli anni - ha detto il sindaco Moratti - era quello attestato dall'autorità giudiziaria di primo grado Il sindaco Moratti ha voluto anche difendersi dalle accuse rivoltegli da Pisapia, quell'essere "al servizio dei poteri forti" che proprio Letizia Moratti non ha digerito. "Quando io vengo accusata di essere asservita ai poteri forti, servo di un padrone, è forse leale?", si è chiesta bollando quelle affermazioni come "una bassezza". Immediatamente al termine della trasmissione Tv, Pisapia si era difeso di fronte ai giornalisti accorsi per seguire la registrazione negli studi, visto che le ferree regole del confronto non gli avevano permesso una replica immediata. "Moratti ha fatto una cosa vergognosa - ha detto Pisapia uscendo dagli studi di Sky - strumentalizzando il fatto di essere l'ultima ad avere il diritto di parola con una dichiarazione assolutamente falsa: io sono stato vittima di un errore giudiziario riconosciuto da una sentenza che mi ha assolto per non aver commesso il fatto quando addirittura c'era ancora la formula dell'insufficienza di prove. Una sentenza che metterò a disposizione di chiunque la vorrà leggere". Come poi è successo. Nel corso del dibattito tv, Letizia Moratti ha evitato di parlare di giustizia, senza chiarire se è d'accordo o meno con la proposta lanciata dal premier Silvio Berlusconi di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato dei pm di Milano. "Mi occupo dei problemi dei milanesi, voglio stare sul mio programma", si è limitata a dire. Sull'argomento ha invece risposto il candidato del centrosinistra. "Il sindaco - ha detto Pisapia - dovrebbe capire che esiste una distinzione tra garantismo e garantire l'impunità, come vorrebbe Berlusconi, attraverso leggi ad personam e tentativi di scappare dal processo. E' sbagliato trasformare le udienze in momenti di propaganda". La sola proposta della commissione, a suo parere, è comunque "una vergogna".

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