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pubblicato il 15/set/2011 05:10

Milanese/ Primo no Camera all'arresto,ora incognita voto segreto

Per ora nessuno vuole chiederlo. Lega in bilico, martedì decide

Milanese/ Primo no Camera all'arresto,ora incognita voto segreto

Roma, 15 set. (askanews) - Primo no della Camera alla richiesta di arresto di Marco Milanese, l'ex braccio destro di Giulio Tremonti, accusato di associazione a delinquere, corruzione e rivelazione del segreto dai magistrati di Napoli: a salvare il deputato del Pdl, decretando (per ora) una sorte diversa da quella del suo collega di partito Alfonso Papa, detenuto nel carcere di Poggioreale, è stato il voto dei due componenti leghisti della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio che ha approvato questa mattina il parere contrario alla custodia cautelare in carcere formulato dal relatore Fabio Gava (Pdl). L'ultima parola spetterà all'Aula che esaminerà il caso il 22 settembre prossimo con un voto che tutti i gruppi finora hanno dichiarato voler esprimere alla luce del sole, ma che, da regolamento, potrebbe essere a scrutinio segreto se almeno 30 deputati lo chiedono (in occasione del voto su Papa, la raccolta di firme fu condotta dai Responsabili). Possibile voto segreto e incognita Lega sono quindi i due fattori che fanno di quella di Milanese una vicenda tutt'altro che scontata. Il gruppo del Carroccio si riunirà martedì prossimo, ascolterà la relazione del commissario in Giunta Luca Paolini e poi deciderà seguendo le indicazioni del leader Umberto Bossi. Ma, come avvenuto nel caso di Papa, a una settimana dal voto in Aula, ogni soluzione sembra aperta: ieri sera il ministro delle Riforme aveva risposto ai cronisti un perentorio "Non mi piace far arrestare la gente". Mentre questa mattina ha replicato con un più prudente "devo sentire il gruppo, per i miei l'arresto è un po' una forzatura". Fino ad arrivare, nel pomeriggio, a non escludere di lasciare "libertà di voto" a ogni deputato. Una cosa sembra certa per Bossi: che il caso non travolgerà Tremonti perché "è una brava persona". Quanto al voto segreto, finora tutti sembrano escluderlo. A chiederlo dovrebbero essere almeno 30 deputati oppure il presidente di un gruppo con almeno 30 componenti: quindi Lega, Pdl, Pd o Udc. Nessuno dei capigruppo interessati sembra contemplare questa possibilità. "A differenza dell'altra volta poi mi pare che l'orientamento sia di votare a scrutinio palese. Noi non abbiamo chiesto voto segreto l'altra volta, non lo chiederemo questa volta", spiega il presidente dei deputati della Lega, Marco Reguzzoni. E il capogruppo del Pdl in Giunta, Maurizio Paniz, assicura: "Noi non facciamo niente. Per quanto ci riguarda il voto può essere palese. Poi se qualcuno chiederà lo scrutinio segreto voteremo a scrutinio segreto". In occasione del voto sull'arresto di Papa, l'iniziativa di chiedere il voto segreto raccogliendo le firme di 30 deputati partì dai responsabili.

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