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pubblicato il 20/set/2011 05:10

Milanese/ Oggi riunione Lega, 'maroniti' per l'arresto

Gli uomini del ministro:"Sbloccare stallo, premier indifendibile"

Milanese/ Oggi riunione Lega, 'maroniti' per l'arresto

Roma, 20 set. (askanews) - Ufficialmente deciderà l'assemblea di gruppo che dovrebbe tenersi stasera al termine dei lavori del'Aula, ma gran parte dei deputati della Lega ha già tratto il dado sulla sorte del deputato del Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti (implicato nella vicenda dell'appartamento romano dove Tremonti abitò), ovvero concedere l'autorizzazione all'arresto chiesto dalla Procura di Napoli. Tanto più che ormai il voto segreto è praticamente una certezza. I parlamentari che fanno riferimento a Roberto Maroni si mostrano determinati: "I nostri militanti non sopporterebbero un 'salvataggio' di Milanese". Ecco allora che, almeno secondo queste dichiarazioni, sono oltre 40 i leghisti che giovedì sono pronti a votare per il carcere a Milanese. Numero che dovrebbe scendere di poco anche se dal partito dovesse venire un'indicazione diversa: "Se per Papa valeva la libertà di coscienza, perchè non dovrebbe valere per Milanese?", è la domanda ricorrente. Non a caso, lo stesso Bossi dal "Non mi piace fare arrestare la gente" di martedì, è passato il giorno dopo ad affacciare la libertà di coscienza: "E' una possibilità". Una determinazione, quella dei maroniti, che affonda nella "consapevolezza della nostra forza" e nella volontà - di cui non si fa più mistero - di provare a far cambiare passo alla legislatura. Perchè "Berlusconi ormai è indifendibile sotto ogni punto di vista". Solo lo sganciamento dal premier potrà "permetterci di uscire dall'angolo, poi si vedrà come giocarsi la partita". Due le opzioni, secondo il ragionamento dei maroniti: "Ci si può arroccare sulla Lega dura e pura, tornare a parlare di secessione come ha fatto ieri Bossi, saltare 'un giro' e poi riprovare da capo a costruire il federalismo". Strada "molto lunga". Oppure, ed è l'opzione preferita, "si può scommettere su un centrodestra diverso", Berlusconi-free, con i settori del Pdl che "già ora cercano di interloquire con noi" e che si allarghi a Casini ("Ha tutto l'interesse a rientrare subito in maggioranza"). Un centrodestra che, è la speranza dei maroniti, provi nell'anno e mezzo di legislatura che resta a "rilanciare le riforme e far dimenticare l'epilogo del berlusconismo". Una "scommessa", ammettono, ma l'unica certezza è che "restare con Berlusconi significa condannarsi alla sconfitta".

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