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pubblicato il 06/feb/2014 12:00

Messaggio del Papa a giovani: persona non vale per conto in banca

In vista di Cracovia 2016: poveri sono nostri maestri

Messaggio del Papa a giovani: persona non vale per conto in banca

Città del Vaticano, 6 feb. (askanews) - "I poveri sono come maestri per noi. Ci insegnano che una persona non vale per quanto possiede, per quanto ha sul conto in banca". Così il Papa in un passaggio del messaggio per la Giornata mondiale gioventù 2014, sul tema 'Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli', firmato il 21 gennaio e pubblicato oggi dal Vaticano, in vista della Gmg di Cracovia nel 2016. "In un tempo in cui tante persone soffrono a causa della crisi economica, accostare povertà e felicità può sembrare fuori luogo", scrive Bergoglio. "In che senso possiamo concepire la povertà come una benedizione? Prima di tutto cerchiamo di capire che cosa significa 'poveri in spirito'". San Francesco d'Assisi "ha compreso molto bene il segreto della Beatitudine dei poveri in spirito. Infatti, quando Gesù gli parlò nella persona del lebbroso e nel Crocifisso, egli riconobbe la grandezza di Dio e la propria condizione di umiltà. Nella sua preghiera il Poverello passava ore a domandare al Signore: 'Chi sei tu? Chi sono io?'. Si spogliò di una vita agiata e spensierata per sposare 'Madonna Povertà', per imitare Gesù e seguire il Vangelo alla lettera. Francesco ha vissuto l'imitazione di Cristo povero e l'amore per i poveri in modo inscindibile, come le due facce di una stessa medaglia". "Voi dunque - prosegue il Papa rivolto ai giovani - mi potreste domandare: come possiamo concretamente far sì che questa povertà in spirito si trasformi in stile di vita, incida concretamente nella nostra esistenza? Vi rispondo in tre punti. Prima di tutto cercate di essere liberi nei confronti delle cose. Il Signore ci chiama a uno stile di vita evangelico segnato dalla sobrietà, a non cedere alla cultura del consumo. Si tratta di cercare l'essenzialità, di imparare a spogliarci di tante cose superflue e inutili che ci soffocano. Distacchiamoci dalla brama di avere, dal denaro idolatrato e poi sprecato. Mettiamo Gesù al primo posto. Lui ci può liberare dalle idolatrie che ci rendono schiavi. Fidatevi di Dio, cari giovani! Egli ci conosce, ci ama e non si dimentica mai di noi. Come provvede ai gigli del campo, non lascerà che ci manchi nulla! Anche per superare la crisi economica bisogna essere pronti a cambiare stile di vita, a evitare i tanti sprechi. Così come è necessario il coraggio della felicità, ci vuole anche il coraggio della sobrietà. (segue)

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