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pubblicato il 24/ago/2013 15:11

Meeting Cl: Vittadini, il centrodestra guardi oltre Berlusconi

Meeting Cl: Vittadini, il centrodestra guardi oltre Berlusconi

(ASCA) - Rimini, 24 ago - Tra falchi e colombe da un lato e derby editoriali dall'altro, cala il sipario sulla manifestazione di Cl dove non c'e' stato spazio per i partiti ma per la politica ''alta'' sulle cose concrete ed e' prevalso il sostegno al governo Letta nel tentativo di superare le ideologie. I segnali dell'inizio di una metamorfosi nel popolo di Cl forse erano ben visibili gia' due anni fa. All'edizione del 2011 in piena bufera sui mercati finanziari con l'Italia bersaglio preferito della speculazione, il Meeting di Cl a Rimini si aggrappava al presidente della Repubblica che invocava il linguaggio della verita' e riservava una calorosissima accoglienza all'ad della Fiat Sergio Marchionne mentre i fedeli del Meeting non riuscirono a scaldarsi per Giulio Tremonti, allora ministro dell'economia che chiuse la kermesse di Cl parlando di Versailles, Westfalia e Vienna. E' due anni fa che come uno schiaffo violento il paese e' passato dal lento declino alle tormenta di una crisi che ne ha messo in discussione le fondamenta economiche, politiche e sociali. Cosi' l'anno scorso il Meeting vedeva in Mario Monti l'ancora per uscire dalla crisi ma omaggiava anche Giulio Andreotti e l'antico sodalizio e si stringeva intorno a Roberto Formigoni nel pieno della bufera giudiziaria che scuoteva Regione Lombardia. Oggi il Meeting scopre e sottolinea le virtu' del governo Letta. Il premier inaugura la manifestazione con una specie di discorso programmatico dopo quello alle Camere per la fiducia sull'esecutivo delle larghe intese. Indica la necessita' di riscoprire la politica alta, per poter fare le grandi scelte che servono al paese. C'e' la conferma di un legame solido tra il capo dello Stato e il popolo ciellino. Il Meeting che chiude i battenti e' laboratorio e fotografia di un paese in piena fase di scomposizione e ricerca di nuovi equilibri e riferimenti. In un editoriale il Corriere della Sera rimprovera a Cl una vicinanza troppo stretta e disinvolta con il potere ma rischia di essere fuorviante delimitare il movimento fondato da don Giussani spiegandolo in termini di riferimenti politici. Tanto piu' oggi, in una edizione dove fanno quasi piu' notizia le assenze rispetto ai presenti. Non c'e' nessun esponente della Lega Nord a cominciare dal presidente della Lombardia Roberto Maroni. Pochi politici e soprattutto pochi dibattiti e discussioni sugli scenari politici. Anche la vicenda di Silvio Berlusconi e' marginale. ''Abbiamo fatto una scelta di campo - afferma Giorgio Vittadini presidente della Fondazione per Sussidiarieta' e mente organizzativa del Meeting - il Meeting non vuole essere il palcoscenico per problemi importanti ma che non sono cruciali per il paese. Al meeting c'e' stata tanta politica, penso al presidente del Consiglio, al capo dello Stato, al presidente del Parlamento europeo ma non c'e' stato spazio per i dibattiti partitici. Non vogliamo parlare di quel tipo di politica. Siamo favorevoli alla collaborazione che sostiene il governo''. La vicinanza al governo Letta non e' in effetti un riposizionamento politico. Da qualche anno Cl invoca un accordo tra i due principali partiti, acerrimi avversari da 20 anni. L'esecutivo di larghe intese dovrebbe presupporre il superamento delle ideologie verso le quali il popolo ciellino nutre una radicale e totale avversione. Non e' un caso che due tra i politici piu' rappresentative del movimento, Maurizio Lupi e Mario Mauro sono ministri del governo Letta, espressione uno del Pdl e l'altro di Scelta Civica. ''Solo i falchi e i guerrafondai vogliono la guerra ma semplicemente perche' non gli interessa nulla del futuro del paese'' rileva ancora Vittadini. Dunque nessuno spazio allo scontro tra Pdl e Pd sulla questione Berlusconi. ''La nostra posizione e' molto chiara. Ci sono le sentenze che vanno rispettate e applicate ma ci sia l'agibilita' politica anche per Berlusconi anche se in modo diversi. E questa non e' una soluzione di ripiego. Entrambi devono fare un passo indietro''. Ma il centrodestra sta pensando al dopo Berlusconi? ''Me lo auguro - risponde Vittadini - lo sostengo da qualche anno.

Il centrodestra deve parlare piu' di programmi e meno di leadership. Vorrei un centrodestra che guardi ad Aznar e un centrosinistra ispirato a Blair tenendo conto anche dell'anomalia italiana: Aznar e' uscito dalla politica a 50 anni, Blair a 60 e Clinton a 56. Senza rottamare nessuno pero' la carta d'identita' deve avere una certa importanza''.

E ancora su Berlusconi. ''Il problema - sottolinea Vittadini - non e' se sia finito o meno. La questione e' se il centrodestra ha un pensiero sulla evoluzione liberale dell'Italia''. Vittadini preferisce guardare alle cose concrete e urgenti che riguardano al paese. ''Guardo con interesse al governo in carica in particolare ad alcuni ministri che stanno ragionando sui programmi, al di la' di quanto fanno i rispettivi partiti''. In questa fase di movimento e ripensamento per affrontare una crisi profonda e' indicativo anche il titolo del Meeting 2013, ''Emergenza uomo''. Se falchi e colombe agitano le acque dei partiti politici anche un movimento come Cl deve fare i conti e misurarsi con differenze al proprio interno. Si assiste cosi' ad una specie di derby in campo editoriale tra ilsussidiario.net e la rivista Tempi di Luigi Amicone che e' da mettere nel campo dei falchi sulla questione Berlusconi. Il giorno dell'arrivo di Angelino Alfano Tempi diffonde l'intervista a Berlusconi che uscira' in edicola solo il 5 settembre. Ma al Meeting 2013 per la prima volta sono invitati il direttore dell'Unita' e quello dell'Espresso a parlare di informazione, due testate storicamente critiche verso le posizioni di Cl. I ministri invitati devono affrontare tematiche concrete, come scuola, welfare e lavoro. Non c'e' spazio per partiti e una politica autoreferenziale. Il ministro per gli affari europei Moavero Milanesi deve ascoltare le realta' del terzo settore e del no profit che offrono servizi dove non arriva lo Stato, che generano un milione di posti di lavoro ma che la politica penalizza con la nuova legge sugli appalti e le norme sull'Iva. Il Meeting 2013 sembra essere una fotografia piuttosto fedele del sentimento degli italiani che fanno fatica a comprendere come le ''Cose del Palazzo'' debbano prevalere sugli enormi problemi del paese. E Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, e' lapidario. ''Chi fara' cadere il governo la paghera' cara''. did/sat/

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