giovedì 19 gennaio | 06:34
pubblicato il 06/feb/2014 13:20

Mediatrade: Pm, per Pier Silvio Berlusconi aggravante transnazionalita'

Mediatrade: Pm, per Pier Silvio Berlusconi aggravante transnazionalita'

(ASCA) - Milano, 6 feb 2014 - Si aggrava la posizione processuale di Pier Silvio Berlusconi al processo Mediatrade, ultimo costola del troncone processuale sulla compravendita all'estero di diritti tv di Mediaset. Il vicepresidente del Biscione e' accusato di frode fiscale ma ad apertura di udienza i Pm, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, gli hanno contestato in piu' l'aggravante di transnazionalita'. ''I fatti sono stati commessi in piu' di uno Stato con il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato'', ha spiegato in aula il pm Fabio De Pasquale. ''Riteniamo - ha aggiunto il rappresentante della pubblica accusa - che il gruppo che ruota attorno a Franck Agrama nel tempo e' stato impegnato in un'importante attivita' di evasione fiscale begli Usa e Hong Kong''. SI ALLUNGA LA PRESCRIZIONE - Tempi piu' lunghi per far scattare la prescrizione e pene piu' pesanti in caso di condanna. Sono queste le consueguenza piu' dirette della contestazione suppletiva formulata dai pm Fabio De Pasqule e Sergio Spadaro nei confronti di Pier Silvio Berlusconi e di alcuni degli altri imputati del processo Mediatrade. Per loro l'ipotesi accusatoria resta quella di frode fiscale, con in piu' l'aggravante della transnazionalita'. Quanto basta per allungare di due anni i termini di prescrizione, che a questo punto 'slitta' dal 2017 al 2019. Ma alla luce della nuova contestazione aumenta anche la pena massima. Che, in caso di condanna degli imputati, passa da 6 a 9 anni di reclusione. STUPORE MEDIASET - ''Profondo stupore per la contestazione dell'aggravante della transnazionalita' effettuata dalla Procura nel corso dell'udienza odierna del processo Mediatrade'' e' espresso in una nota di Mediaset, precisando che ''nel corso del dibattimento la societa' ha fornito ampia documentazione dalla quale emerge che: i prezzi dei diritti televisivi oggetto del processo erano assolutamente congrui e in linea con i prezzi di prodotto analogo acquisito da altre majors; il presidente e il vicepresidente di Mediaset sono estranei a qualunque accordo, rapporto o intesa con Agrama e con il gruppo dei suoi rappresentanti a Los Angeles e Hong Kong''. Mediaset osserva in particolare che ''in un processo fotocopia con accuse analoghe, Pier Silvio Berlusconi e gli altri dirigenti della societa' sono stati assolti a Roma in via definitiva perche' il fatto non sussiste''. Per l'azienda ''stupisce infine che la nuova contestazione odierna sia stata mossa proprio nell'ultima udienza dibattimentale di un processo iniziato nel lontano 2005, per giunta proprio nel giorno in cui Pier Silvio Berlusconi si e' recato in udienza per rendere l'esame e ribadire la sua completa innocenza ed estraneita' ai fatti contestati''. red

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