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pubblicato il 19/mar/2015 18:52

Mattarella vede Anm, Sabelli smorza toni confronto su giustizia

Vertici toghe al Colle nel momento di massima frizione con Renzi

Mattarella vede Anm, Sabelli smorza toni confronto su giustizia

Roma, 19 mar. (askanews) - L'incontro al Quirinale tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il vertice dell'Associazione nazionale magistrati, guidata dal presidente Rodofo Sabelli, era programmato da tempo e chiesto dal sindacato delle toghe subito dopo l'elezione del successore di Giorgio Napolitano. Un incontro sollecitato ben prima della contestata approvazione della nuova legge sulla responsabilità civile per i magistrati. Ma ciò non toglie che il colloquio tra colui che è anche il presidente del Consiglio superiore della magistratura e la rappresentanza sindacale dei magistrati sia caduto in un momento in cui tra il governo di Matteo Renzi e i magistrati è in atto uno scontro molto duro - figlio per altro di frizioni le cui origini si perdono nei mesi passati, a cominciare dal tema del taglio delle ferie per passare all'età della cessazione dal servizio ed arrivare alla responsabilità civile.

E' facile immaginare la preoccupazione da parte di Mattarella per i toni assunti dal confronto. L'Anm, attraverso il suo presidente Sabelli, nei giorni scorsi - prendendo spunto dagli ultimi casi di corruzione e cronaca giudiziaria - ha detto: "Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità'; invece nel nostro paese "i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati". Mattarella, a quanto si apprende, ha ascoltato i magistrati invitandoli a smorzare i toni (Sabelli, ad onore del vero, ieri ha in qualche modo rettificato le sue parole), a mettere da parte le polemiche e a concentrarsi invece sulle cose importanti da fare per rendere sempre più efficiente la nostra magistratura.

In sostanza Mattarella ha colto l'occasione dell'incontro con il sindacato dei magistrati per riproporre quanto detto nelle scorse settimane in varie occasioni, dalla sua prima partecipazione al plenum del Csm al discorso alla Scuola della magistratura a Scandicci, all'incontro con i magistrati tirocinanti. Quello che deve essere fatto, era stata la sollecitazione del capo dello Stato - posizione sicuramente riproposta oggi - è "una riflessione collegiale sui temi dell'organizzazione della giustizia e sulle riforme necessarie".

Mattarella aveva sottolineato innanzitutto come ci sia "un bisogno di legalità fortemente avvertito nel Paese". In secondo luogo i magistrati devono avere "profonda consapevolezza morale della terzietà della loro funzione". Infine, sono state ancora le parole del capo dello Stato, la giustizia per risultare "efficace" deve essere necessariamente "tempestiva".

Il presidente della Repubblica aveva insistito anche sulle caratteristiche che un magistrato deve avere. Il compito del magistrato non è "nè di protagonista assoluto del processo nè di burocratico amministratore di giustizia. Si tratta di due atteggiamenti che snaturano la fisionomia della funzione esercitata". Al magistrato, erano state ancora le parole di Mattarella, è richiesta "una profonda consapevolezza morale della terzietà della funzione giurisdizionale basata sui principio dell'autonomia e dell'imparzialità". Una sfida "tanto più impegnativa in un contesto di crescenti attese da parte dei cittadini, sempre più esigenti verso un servizio essenziale come la giustizia".

Nei giorni scorsi Mattarella, quasi presago delle contestazioni dei magistrati di questi giorni, aveva affrontato pure il tema della nuova legge sulla responsabilità civile i cui effetti, chiariva, saranno da valutare con attenzione. Nello stesso tempo aveva invitato le toghe a "non lasciarsi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità". I magistrati, aveva detto, debbono andare avanti "senza timori" nell'azione giudiziaria, sia perchè il governo non ha alcun intento punitivo, sia perchè, assicurava, il Quirinale vigilerà sui reali effetti della nuova legge.

Decisamente conciliante la posizione di Sabelli dopo l'incontro con il capo dello Stato. A Mattarella, ha detto, "abbiamo manifestato il disagio della magistratura che viene soprattutto dalla consapevolezza di un contrasto che c'è tra l'impegno individuale e collettivo dei magistrati, impegno molto alto e molto forte, e i risultati che vengono da un servizio giustizia che purtroppo ancora non è così come noi lo vorremmo e come i cittadini meriterebbero che fosse". Da parte del presidente, ha aggiunto, "abbiamo trovato molta attenzione e molto ascolto", ricordando che "già ieri ho detto che bisogna superare le polemiche. Oggi lo ripeto: dobbiamo tutti andare oltre le polemiche pensando ai problemi concreti che toccano il servizio giustizia e che vanno finalmente risolti". Per Sabelli "ci sono dinamiche fra le istituzioni dello Stato, ma queste dinamiche devono essere ricondotte, con lo sforzo di tutti, in un clima di collaborazione, nel rispetto della dignità e della autonomia reciproca, per il conseguimento di obiettivi che non possono che essere condivisi.

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