martedì 24 gennaio | 15:07
pubblicato il 16/apr/2015 13:23

Mattarella: Resistenza prima che atto politico fu rivolta morale

Costituzione rappresenta capovolgimento concezione autoritaria

Mattarella: Resistenza prima che atto politico fu rivolta morale

Roma, 16 apr. (askanews) - "La liberazione dal nazifascismo costituisce l'evento centrale della nostra storia recente" e la Resistenza, "prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato a MicroMega per il numero speciale sulla Resistenza (dal titolo "ORA E SEMPRE RESISTENZA") che uscirà giovedì 23 aprile.

Mattarella ha ricordato che "ai Padri costituenti non sfuggiva il forte e profondo legame tra la riconquista della libertà, realizzata con il sacrificio di tanto sangue italiano dopo un ventennio di dittatura e di conformismo, e la nuova democrazia". Dittatura ma anche conformismo, questi i due mali che hanno caratterizzato il ventennio, per cui, ha detto, "la Costituzione, nata dalla Resistenza, ha rappresentato il capovolgimento della concezione autoritaria, illiberale, esaltatrice della guerra, imperialista e razzista che il fascismo aveva affermato in Italia, trovando, inizialmente, l'opposizione - spesso repressa nel sangue - di non molti spiriti liberi".

Dopo aver citato una riflessione dell'allora partigiano cattolico liberale Sergio Cotta, il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare la partecipazione di popolo ad una rivolta che era stata inizialmente di minoranze di spiriti liberi. "La sofferenza, il terrore, il senso d'ingiustizia, lo sdegno istintivo contro la barbarie di chi trucidava civili e razziava concittadini ebrei - ha sottolineato Mattarella - sono stati i tratti che hanno accomunato il popolo italiano in quel terribile periodo. Un popolo - composto di uomini, donne e persino ragazzi, di civili e militari, di intellettuali e operai - che ha reagito anche con le armi in pugno, con la resistenza passiva nei lager in Germania, con l'aiuto ai perseguitati, con l'assistenza ai partigiani e agli alleati, con il rifiuto, spesso pagato a caro prezzo, di sottomettersi alla mistica del terrore e della morte". Ecco perché, ha aggiunto, "la ricerca storica deve continuamente svilupparsi" ma "senza pericolose equiparazioni" fra i due campi in conflitto. Perché, ha ricordato il Presidente rivolto al futuro del Paese, "la Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese".

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