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pubblicato il 02/feb/2015 21:17

Mattarella lima discorso: unità e speranza per far ripartire paese

Domani il giuramento, Presidente lavora anche a squadra per Colle

Mattarella lima discorso: unità e speranza per far ripartire paese

Roma, 2 feb. (askanews) - Asciutto, concreto, capace di guardare all'Italia in difficoltà ma anche al paese a cui non mancano la speranza e il coraggio per farcela, misurato e rispettoso del ruolo di ciascuno. Sono questi alcuni degli aspetti con cui domani Sergio Mattarella si presenterà alle Camere per diventare il dodicesimo presidente della Repubblica. L'ha limato per tutto il giorno, alla Consulta, insieme agli amici che da anni lo seguono nella vita istituzionale.

Un discorso che non dovrebbe durare più di mezz'ora, che non sarà programmatico perché quello è il compito del governo e non del Capo dello Stato, ma che conterrà la summa degli impegni del settennato. A cominciare dalla spinta per le riforme, economiche e istituzionali, necessarie per consentire al Paese di uscire dalle secche della crisi. Ci sarà tanta Italia nel discorso, con la volontà di guardare "innanzitutto" alle preoccupazioni, "alle difficoltà" e alle speranze dei "concittadini". Un'idea della politica che non sia né gridata né distante dalla vita fuori dal palazzo.

Di certo un discorso per unire, che lascerà intendere come in tempi così travagliati Mattarella voglia porsi non solo come garante dell'unità nazionale ma anche lavorare, con le sue doti di paziente mediatore, a prevenire i conflitti prima ancora che a gestirli. Andrà d'accordo con Matteo Renzi? Chi lo conosce bene, come l'amico di una vita Pierluigi Castagnetti, è convinto che i due, "proprio per la loro complementarietà", troveranno una sintonia. Aiutata dal fatto che Mattarella "come è nel suo stile, lavorerà molto sul piano preventivo". Tradotto: sarà difficile arrivare al braccio di ferro, alla legge non firmata o al messaggio-monito alle Camere, perché ci sarà un rapporto costante, una collaborazione, una "linea rossa continua" con Palazzo Chigi. Anche Rocco Buttiglione, storico avversario di Mattarella dentro il Ppi, ne conviene: "La convivenza tra i due non sarà facile ma proficua per il Paese".

Il presidente sta lavorando anche alla composizione della squadra che lo affiancherà al Colle. Per il delicato ruolo di segretario generale del Quirinale girano i nomi di Sandro Pajno e dell'ex segretario generale della Camera, Ugo Zampetti. Nello staff che lo ha sempre accompagnato nella vita pubblica sceglierà alcuni consiglieri e il portavoce: tra gli uomini vicini al presidente eletto l'ex direttore dell'Asca e sottosegretario Dc, Gianfranco Astori, il giornalista e saggista Giovanni Grasso, Nino Rizzo Nervo. Tra i consiglieri ereditati dai nove anni precedenti potrebbero essere riconfermati quelli giuridici come Savatore Sechi e Giancarlo Montedoro. Ma è probabile un periodo di transizione, non è escluso che Mattarella voglia aspettare a scegliere i suoi uomini e intanto rendersi conto di persona di come funziona la 'macchina' Quirinale.

Non a caso anche di questi aspetti più organizzativi del Palazzo avrebbe parlato nel colloquio con Giorgio Napolitano. Ed è già una cifra del Mattarella presidente: studiare bene, con pazienza e precisione la realtà prima di decidere, senza sottovalutare niente, aspetti organizzativi compresi. Domani, comunque, è previsto al Colle, in occasione dell'insediamento, un nuovo colloquio faccia a faccia con Napolitano. Sarà una buona occasione per un'ulteriore chiacchierata. Nella cerimonia davanti alle alte cariche, al premier Matteo Renzi e ai leader di partito - confermata la presenza di Silvio Berlusconi, non ci sarà Beppe Grillo - Mattarella, dopo il saluto del presidente supplente Pietro Grasso, riprenderà di nuovo la parola per un breve discorso, giusto una manciata di minuti. Poi, al lavoro sui tanti dossier aperti.

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