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pubblicato il 30/set/2016 16:37

Mattarella: contro bullismo serve grande patto scuola-società

Coinvolgere famiglie, magistrati, media, forze dell'ordine

Mattarella: contro bullismo serve grande patto scuola-società

Sondrio (askanews) - "Vorrei porre l'accento su questo fenomeno inquietante, in generale e nella sua versione più moderna e micidiale, quella del cyber-bullismo. E' un problema sociale e culturale di vaste proporzioni, la cui risoluzione - ha sostenuto - non può essere posta esclusivamente sulle spalle della scuola, anche se la scuola è, talvolta, luogo privilegiato di questi veri e propri atteggiamenti di prepotenza e di violenza, psicologica e fisica". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Sondrio all'inaugurazione dell'anno scolastico 2016-2017.

Per combattere alla radice il bullismo, "questo odioso fenomeno di accanimento contro chi non si omologa, o semplicemente viene visto e perseguitato come debole o come 'diverso', è necessario un grande patto tra scuola, famiglia, forze dell'ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo. Un'azione congiunta, capace non soltanto di reprimere ma, soprattutto, di prevenire, con una vera e propria campagna educativa che arrivi al cuore e alla mente dei giovani", ha aggiunto il presidente della Repubblica.

Per il capo dello Stato non bisogna dimenticare che "sui ragazzi influiscono anche, in grande misura, gli esempi degli adulti. Un linguaggio offensivo e violento degli adulti in televisione o sui social media e in qualunque altra sede - ha sottolineato - si traduce subito, nell'universo adolescenziale, in una spinta emulativa, in un sostanziale via libera".

La lotta contro il bullismo, ha sostenuto Mattarella, diventa "davvero efficace quando i testimonial di essa siete voi stessi, cari ragazzi. Essere prepotenti con i più deboli non è sintomo di forza, ma di viltà. E' segno di incapacità di misurarsi con chi è forte. Confidare nell'essere più numerosi per accanirsi contro uno solo, è segno di estrema debolezza. E' sintomo, in realtà, di paura. Non fatevi trascinare ma - ha detto ancora rivolto agli studenti - resistete e reagite all'arroganza. I bulli sono una piccola minoranza. Sono ragazzi infelici e pieni di problemi. Fate valere con loro la vostra forza tranquilla: quella della solidarietà e dell'amicizia. Vincerete voi questa sfida".

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