martedì 28 febbraio | 16:35
pubblicato il 30/mar/2016 16:40

Mattarella celebra la Giornata della disabilità intellettiva

"La disabilità non è una malattia né un fattore di esclusione"

Mattarella celebra la Giornata della disabilità intellettiva

Roma (askanews) - "Il rispetto dell'integrità della persona e il contrasto a ogni forma di discriminazione fanno crescere la qualità della vita di ciascuno, e questo si riverbera in ogni ambito di attività, compreso quella economica".

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla "Giornata per le persone con disabilità intellettiva".

"La disabilità - ha detto - non è una malattia, tanto meno un problema da scaricare sul singolo individuo o sui suoi familiari. Le condizioni di disabilità divengono gravi soprattutto se il mondo circostante non tiene conto delle diversità e trasforma la differenza in fattore di esclusione".

"Abbiamo una Costituzione che ci incoraggia - ha continuato Mattarella - abbiamo una legislazione avanzata nell'affermare i diritti delle persone con disabilità, e che di recente è ulteriormente progredita, come dimostra la legge sulla diagnosi, la cura e l'abilitazione delle persone con problemi dello spettro autistico e sull'assistenza alle famiglie.

La questione da affrontare è l'attuazione di queste disposizioni. Il terreno su cui misurarsi è rappresentato dalle concrete politiche sociali che devono tradurre in realtà gli indirizzi di fondo. So bene quanto grande sia il cruccio delle famiglie: 'cosa avverrà dopo di noi'? Un'angoscia che pesa, a volte, più della fatica fisica e delle rinunce a cui ci si sottopone per amore.

Il 'dopo di noi' è un tema sociale, direi un dovere civico che tocca tutti e ciascuno, non soltanto i familiari delle persone con disabilità. E' fuori dallo spirito e dalla lettera della Costituzione chi pensa, egoisticamente, che la solidarietà sia a carico esclusivamente di altri".

"L'Italia - ha concluso il Capo dello Stato - è stata all'avanguardia nell'inclusione scolastica delle persone con disabilità, abolendo le scuole e le classi 'speciali'. Una scelta di grande valore educativo, non solo perché rifiuta logiche ghettizzanti, ma perché consente a tutti i bambini di entrare sin dall'infanzia in contatto con le diversità, di conoscerle e abbattere così le barriere del pregiudizio.

Occorre tuttavia impegnarsi nel concreto perché l'inclusione scolastica sia pienamente effettiva. Il sostegno a scuola talvolta non è sufficiente, e ciò provoca esclusione, o forti limitazioni, all'alunno con disabilità. E' necessario fare di più, come voi chiedete, sia in termini di quantità che di qualità.

È necessario farlo anche nel campo del lavoro. Il diritto al lavoro è fondamentale per la libertà e per l'autodeterminazione. Come lo è il diritto a un'equa retribuzione, purtroppo non sempre corrisposta".

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