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pubblicato il 27/lug/2015 14:44

Mattarella a fianco dei marò. E attacca Isis "buco nero umanità"

Striglia Ue su migranti e Grecia e chiede cambio missione Italia

Mattarella a fianco dei marò. E attacca Isis "buco nero umanità"

Roma, 27 lug. (askanews) - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha colto l'occasione del suo intervento a Roma alla undicesima Conferenza degli ambasciatori per inviare agli italiani e alle forze politiche una sorta di 'messaggio' sulla politica estera del nostro Paese e sulla situazione internazionale. Isis e terrorismo, immigrati, caso Grecia, fibrillazioni in Medio Oriente e nel Nord Africa, ruolo dell'Unione europea e 'missione' del nostro Paese senza dimenticare, anzi affrontandolo sia pure in poche parole ma con forza e mettendosi al loro fianco, il caso dei nostri marò.

Dal punto di vista interno sono due le questioni esposte dal capo dello Stato, una specifica e puntuale e l'altra di respiro più ampio, di strategia. Il tema specifico è quello dei nostri due fucilieri di Marina, i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, bloccati formalmente in India da due anni e mezzo (anche se Latorre è temporaneamente in Italia per motivi di salute) perché accusati di avere ucciso dei pescatori. L'Italia, ha detto significativamente Mattarella all'indomani degli ennesimi problemi sollevati dall'India sulla competenza giudiziaria della vicenda, "continuerà a battersi, con determinazione, affinché Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al più presto".

Il tema strategico è relativo invece al ruolo internazionale che il nostro Paese deve assumersi nel momento in cui "le forze del disordine" (dal terrorismo dell'Isis al dramma degli immigrati, dai conflitti in Siria e in Iraq alla crisi russo-ucraina per esempio) "assumono un peso sempre più allarmante" nello scenario internazionale. Per Mattarella "non è accettabile l'atteggiamento rassegnato e fatalista che a volte prevale nelle istituzioni multilaterali, nei governi e nelle opinioni pubbliche, di fronte a una strage, a una pulizia etnica, a una repressione per motivi religiosi". Occorre alzare lo sguardo oltre la contingenza, ha esortato il presidente, ed è quindi "dovere di tutti noi ridefinire, adeguandolo costantemente, il profilo dell'interesse nazionale, e dunque della missione del nostro Paese". L'Italia, ha ricordato, è impegnata nel rispetto dei diritti umani e nella ricerca della pace, della stabilità, della sicurezza, dello sviluppo economico e sociale. Ancora oggi, ecco la 'missione', "la capacità di dialogo e cooperazione - sul piano bilaterale, in ambito UE, ONU e NATO - è il motore della nostra politica estera e della nostra presenza negli organismi sovranazionali".

Per un'Italia in grado di portare equilibrio nel teatro internazionale c'è una Unione europea - comunque "parte irrinunciabile della nostra identità nazionale" - che sul tema immigrati non fa quello che deve, ha detto a chiare lettere Mattarella. L'Ue, ha rilevato, "fa meno di quanto sarebbe suo dovere fare e questo atteggiamento, culturalmente nuovo per molti aspetti, sorprende. Sono alla prova i valori su cui l'Europa si fonda, ma a volte paura ed egoismo prevalgono sulla responsabilità di affermare la indivisibilità di valori come libertà, democrazia, solidarietà". Chiara la posizione dell'Italia, come ha spiegato il capo dello Stato: "Accogliere, per quanto possibile, e aiutare i Paesi da cui nascono i flussi migratori, anche per evitare che questi divengano sempre più imponenti e incontrollabili, è moralmente giusto ed è, inoltre, nell'interesse, immediato e futuro, dell'Europa".

Sul caso Grecia Mattarella, definendo positivo l'accordo che ha evitato ad Atene di uscire dall'euro, non nasconde "la sensazione dell'affievolimento dei legami di solidarietà che queste settimane hanno drammaticamente evidenziato; legami che sono, invece, indispensabili per sostenere il telaio politico e giuridico dell'Unione". Questo affievolimento "è oggi una percezione diffusa tra i cittadini europei, che colgono la ridotta capacità di progettare il futuro, la difficoltà di generare sviluppo, socialmente equilibrato e inclusivo". C'è bisogno quindi, ha spronato Mattarella, di "liberare l'Europa dalla tenaglia che la stringe, tra egoismi nazionali e sentimenti populisti". E "occorre anche un forte senso di equità. La democrazia non è storicamente separabile dalla sua dimensione sociale".

Sul terrorismo infine Mattarella ha affrontato il tema Isis. Siamo di fronte alla "terribile sfida di Daesh, l'autoproclamato Stato islamico, incubatore e magnete di terrorismo, portatore di una concezione barbara, che strumentalizza l'Islam a meri fini di potere. Il terrorismo - ha sottolineato il presidente - è un buco nero di umanità. Guai a sottovalutarlo, sotto ogni profilo, a partire dalla sicurezza interna". Mattarella ha invitato però a "condurre nel modo giusto, più adeguato, questa battaglia", senza cedere a reazioni emotive e "senza rinunciare ai nostri valori, respingendo le pulsioni islamofobiche e la narrazione dello scontro di civiltà tra Occidente e mondo musulmano". C'è bisogno insomma di intraprendere "una battaglia politica e culturale, prima ancora che militare contro l'estremismo e il fanatismo, contro il radicalismo. Abbiamo bisogno - ha aggiunto Mattarella - non di una guerra di civiltà, ma di un "patto di civiltà" che riscopra quell'interazione positiva tra Islam e Occidente".

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