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pubblicato il 31/ago/2012 18:32

Martini/ Morto a 85 anni l'arcivescovo simbolo del dialogo

Rifiutato accanimento terapeutico. Incontrò Ratzinger il 2 giugno

Martini/ Morto a 85 anni l'arcivescovo simbolo del dialogo

Milano, 31 ago. (askanews) - Il cardinale Carlo Maria Martini, anima della corrente "riformista" della Chiesa cattolica, è morto nel pomeriggio all'età di 85 anni. Era nato a Torino il 15 febbraio 1927. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1944 a soli 17 anni, aveva studiato filosofia all'Aloisianum, lo studentato dei gesuiti di Gallarate, in provincia di Varese, dove ha vissuto anche gli ultimi quattro anni della propria vita. Aveva poi proseguito gli studi dedicandosi alla teologia a Chieri (Torino), dove fu ordinato sacerdote il 13 luglio 1952. Si laureò in teologia nel 1958 alla Pontificia Università Gregoriana e dopo alcuni anni di insegnamento a Chieri, fece a Roma per laurearsi in Scrittura al Pontificio Istituto Biblico, sempre "summa cum laude". Nel 1978 è stato nominato rettore della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1979 Giovanni Paolo II lo volle arcivescovo di Milano, consacrandolo personalmente il 6 gennaio del 1980. Lo stesso Papa lo creò cardinale nel Concistoro nel 1983. Nel 1986 Martini lanciò le Scuole di formazione all'impegno sociale e politico. Grande risonanza hanno avuto poi gli incontri del 1987 sulle "domande della fede", detti anche "Cattedra dei non credenti". Vasta eco, al di là dei limiti territoriali della pur vastissima diocesi, hanno avuto infine le sue Lettere Pastorali e i Discorsi alla città di Milano che hanno spesso interrogato il mondo della politica. Tutti elementi che ne hanno fatto un simbolo del dialogo, soprattutto con i non credenti. Ha preso parte a numerose Assemblee del Sinodo dei vescovi ed è stato presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee dal 1987 al 1993. Nel 2002 il Papa ha accettato le sue dimissioni per sopraggiunti limiti di età e il cardinale si è trasferito a Gerusalemme dove ha proseguito i suoi studi biblici. Nel 2008 il rientro in Italia per curare quel morbo di Parkinson che lo ha costretto a limitare sempre di più le sue uscite. Tra le ultime che si ricordino gli incontri con Benedetto XVI, molto stimato da Martini nonostante le posizioni a volte divergenti. Nel 2005 era stato indicato tra i possibili candidati alternativi alla successione di Giovanni Paolo II, ma lui stesso invitò i colleghi a non votarlo, proprio per le sue condizioni di salute. Ratzinger lo ha ricevuto in Vaticano nel 2011, prima di scegliere il successore di Dionigi Tettamanzi come arcivescovo di Milano. Il 2 giugno scorso, in occasione della sua visita a Milano per il settimo Incontro mondiale della famiglie e nel pieno della bufera "Vatileaks", il Santo Padre lo ha poi incontrato in arcivescovado. Un colloquio privato nel quale il gesuita, nonostante le già precarie condizioni, è riuscito a conversare per qualche minuto con l'aiuto dei suoi assistenti e di un amplificatore. In coerenza con quanto scritto già nel 2007, Martini ha rifiutato in fin di vita forme di accanimento terapeutico.

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