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pubblicato il 14/nov/2013 16:42

Marina Militare: De Giorgi, mai messo in discussione ruolo Parlamento

Marina Militare: De Giorgi, mai messo in discussione ruolo Parlamento

(ASCA) - Roma, 14 nov - ''Smentisco, come capo della Marina, di aver mai messo in discussione il ruolo essenziale del Parlamento, per quanto possa esprimere come cittadino un mio parere. Mi riferivo alla disinformazione riscontrata sui media''. Lo ha detto il capo di stato maggiore della Marina Militare, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in risposta al disappunto dei commissari di Sel sulla polemica scaturita dalle sue affermazioni alla stampa relativamente all'interrogazione presentata da Sinistra Ecologia e Liberta' sugli obiettivi della missione del gruppo navale Cavour. De Giorgi e' intervenuto in audizione informale davanti alle commissioni riunite difesa di Camera e Senato nell'ambito dell'esame congiunto dello schema di decreto legislativo relativo alla riforma dello strumento militare e sulle disposizioni rin materia di personale militare e civile del ministero della difesa. Il capo di stato maggiore della Marina Militare ha affermato che ''la riduzione quantitativa del personale'' deve comportare ''la contestuale revisione della struttura organizzativa'', da rendere ''piu' snella e coerente'' con le risorse a disposizione. L'organico della Marina passera' ''dalle attuali 34.000 unita' a 30.421'' in virtu' ''della spending review e, con la legge delega sullo strumento militare ''a 26.800 unita'''. Questo a fronte di ''un'esigenza operativa di 30.000 unita'''. De Giorgi ha auspicato un cambio rispetto alla scelta di ''tagli lineari'' che non rispettano ''criteri e principi'' della forza armata e ''lo scenario in cui opera'', auspicando invece un percorso di riduzione che non sia ''una semplice operazione di cassa ma abbia strumenti che salvaguardino la professionalita' delle persone''. In questo senso, anche al fine di evitare l'invecchiamento ''su una fascia di grado omogenea (marescialli, ndr), che genera sottoimpiego'' ha invitato a riprendere ''l'arruolamento spalmandolo in modo regolare'' ritenendo ''ineludibile assicurare un'alimentazione continua di personale militare senza creare vuoti generazionali''.

Secondo De Giorgi andrebbe poi ''ricondotta al capo di stato maggiore la piena governance delle risorse umane, per velocizzare i processi decisionali ed evitare colli di bottiglia e ritardi che penalizzano il personale e l'organizzazione'', oltre ''ad assicurare l'invarianza di bilancio'' nelle risorse da destinare alle forze armate equilibrando il taglio sul personale con gli investimenti in tecnologia ''per non vedere vanificata una riforma di cosi' grande impatto sul Paese''. gbt

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