sabato 03 dicembre | 04:06
pubblicato il 16/dic/2011 12:12

Manovra/Franceschini: Monti non dica noi e voi,missione è comune

"Liberalizzazioni, frenata contro Pd, colpa non è del Parlamento"

Manovra/Franceschini: Monti non dica noi e voi,missione è comune

Roma, 16 dic. (askanews) - Il Partito democratico rivendica i risultati ottenuti sulla manovra economica "in questa situazione di sfiducia nei confronti della politica in cui purtroppo tutto sembra scaricarsi sul lavoro dei parlamentari". Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, intervenendo in aula a Montecitorio nel corso delle dichiarazioni di voto sula fiducia, ha ricordato che questa "viene messa non sul maxiemendamento del Governo ma sul testo approvato dalle commissioni". Un lavoro che ha lasciato "intatti i saldi, il carattere della manovra, e gli impegni assunti con l'Unione europea". La manovra era "urgente" e il Paese "sull'orlo del fallimento", ha sostenuto Franceschini, che ha ricordato le modifiche ottenute nel corso dei lavori parlamentari sulla indicizzazione delle pensioni, la riduzione della penalizzazione per chi va in pensione in anticipo, le nuove regole per i lavoratori in mobilità, l'aumento della detrazione Imu sulla prima casa per le famiglie con figli, il tetto agli stipendi pubblici, il controllo sulla trasparenza delle operazioni finanziarie. Ma ha anche ricordato "quello che manca" alla manovra: in tema di lotta all'evasione, sullo 'scalone' "che avremmo voluto meno improvviso", sulle liberalizzazioni. "Abbiamo letto - ha sottolinerato l'esponente democratico - le parole di Passera e Catricalà. Vorrei dirvi, non buttate più comodamente sul Parlamento la frenata sulle liberalizzazioni, chiamate per nome e cognome le forze politiche che ci sono in Parlamento e riconoscete che la frenata è avvenuta contro il parere del Partito democratico. La fiducia del Pd è "non a un Governo tecnico ma al Governo della Repubblica, espressione di questo Parlamento". E a Monti Franceschini ha detto: "Non dica più 'noi' e 'voi', non dica più 'ci avete chiamato perchè voi non siete riusciti'. Chiudiamo questa fase dei politici e dei tecnici, diciamo tutti insieme soltanto 'noi', perché in quest'aula e su quei banchi abbiamo la stessa missione, salvare il nostro Paese, salvare l'Italia".

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