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pubblicato il 11/lug/2011 05:10

Manovra/ Settimana decisiva, verso modifiche ma saldi invariati

Parte iter Senato, martedì riunione maggioranza su emendamenti

Manovra/ Settimana decisiva, verso modifiche ma saldi invariati

Roma, 11 lug. (askanews) - Settimana decisiva in Senato per la manovra economica. Oggi prenderà il via l'iter del decreto a palazzo Madama con il ciclo delle audizioni e dai giorni successivi si entrerà nel merito degli emendamenti (il termine per la presentazione scade martedì sera) con l'obiettivo di licenziare il testo per l'Aula al massimo lunedì 18 luglio. Saranno giorni molto delicati nei quali si sveleranno le carte sulle modifiche che saranno apportate al testo. Il governo si è detto disponibile a intervenire su qualche tema, in particolare sulla rivalutazione delle pensioni, ma il primo confronto è rinviato a una riunione di maggioranza che dovrebbe tenersi martedì. Tuttavia, il titolare del Tesoro Giulio Tremonti ha già chiarito che qualsiasi cambiamento non dovrà modificare i saldi complessivi della manovra. Via Venti Settembre avrebbe in realtà studiato anche un escamotage per limitare al massimo il numero delle proposte di modifica e vietare la presentazione di emendamenti microsettorali e localistici o che non mantengano i saldi invariati. In pratica, per velocizzare e snellire le votazioni il Tesoro avrebbe chiesto alla commissione di considerare il decreto con la manovra come un 'correlato' alla Finanziaria ed applicare gli emendamenti tutti i criteri che si utilizzano per le leggi di bilancio. A fare il punto sulle modifiche e procedere a una prima scrematura sarà un incontro che dovrebbe svolgersi martedì prossimo con i rappresentanti della maggioranza delle commissioni Bilancio di Camera e Senato e i capigruppo di Lega e Pdl di palazzo Madama e Montecitorio. In Parlamento, insomma, sarà corsa contro il tempo. Il decreto che corregge il deficit per circa 40 miliardi arriverà nell'Assemblea del Senato il 19 con l'obiettivo di dare il via libera entro giovedì 21 per lasciare un pò di margini per la seconda lettura alla Camera. Visti i tempi stretti per l'esame (entro il 5 agosto la manovra dovrà essere legge anche per rassicurare i mercati) si comincia a profilare la possibilità del voto di fiducia già da palazzo Madama. Oltre alla norma sulle pensioni alte (il ritocco dell'indicizzazione dovrebbe riguardare solo le pensioni di più di 2.300 euro), ci sarebbe la disponibilità dell'esecutivo a valutare anche altri temi: dal bollo sui conti titoli all'aumento dell'Irap su banche e assicurazioni. C'è poi c'è la questione bollente del lodo Mondadori dopo che il premier Silvio Berlusconi ha detto che la norma 'salva Fininvest' potrebbe rientrare nella manovra dopo la sentenza d'appello che ieri ha condannato la Fininvest a pagare 560 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti.

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