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pubblicato il 25/ago/2011 08:54

Manovra/ Schifani: Considerare anche proposte dell'opposizione

Appello bipartisan. E il presidente assicura:no fiducia al Senato

Manovra/ Schifani: Considerare anche proposte dell'opposizione

Roma, 25 ago. (askanews) - Dal tunnel della crisi si può uscire solo con un impegno bipartisan. Renato Schifani, in un colloquio al Corriere della Sera, chiarisce il senso delle sue affermazioni, qualche giorno fa, sulla necessità di guardare "nel merito" delle proposte di modifica alla manovra e non alla loro "paternità". "Per il bene del Paese" è necessario un dialogo "forte" tra maggioranza e opposizione", spiega il presidente del Senato, che ieri mattina ha incontrato il leader della Cisl Raffaele Bonanni e poi è salito al Colle dove si è intrattenuto per circa un'ora con il Capo dello Stato per discutere della manovra economica. Il presidente conferma che i tempi dell'esame del decreto da parte del Senato saranno rispettati, il 5 settembre il testo sarà "in aula senza la richiesta di fiducia", assicura. "Sarà un percorso sobrio, non lungo, ma che consenta tutte le audizioni necessarie e un opportuno dibattito in commissione", dice. Quindi lancia l'appello bipartisan: "Sento forte l'esigenza di un accordo tra maggioranza e opposizione se non totale almeno parziale, evitando l'incomunicabilità tra schieramenti, con chiusure sistematiche da una parte e dall'altra". E avverte la maggioranza: "Le proposte dell'opposizione devono essere prese in giusta considerazione perchè si deve lavorare insieme per la tenuta del paese". E "se per ipotesi dovessero essere bocciate tutte le proposte dell'opposizione, a perdere sarebbe tutta la politica italiana". Quanto al merito della manovra, il presidente del Senato sottolinea che "deve essere eticamente sostenibile. E' dovere del Parlamento lavorare per evitare lo scontro sociale. Se a un cittadino vengono chiesti sacrifici non deve sentirsi penalizzato rispetto ad altri a cui viene chiesto troppo poco. Il faro di questa manovra deve essere l'equità". Sulla province, Schifani specifica però che "se ci si limitasse solo a tagliare le province sotto i 300mila abitanti, non ci sarebbe più omogeneità di governo locale e molti cittadini resterebbero disorientati". Insomma, andrebbe pensata una sarebbe "opportuno" inserire in manovra "un passaggio che impegni il governo a presentare una normativa di rivisitazione complessiva e organica dell'architettura degli enti locali". Ma c'è un altro tema sul quale Schifani invita alla prudenza. "Il tema delle pensioni - dice - tocca la sensibilità dei lavoratori e la tenuta sociale", quindi "non si può arrivare ad uno strappo con le forze sociali".

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