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pubblicato il 14/lug/2011 17:15

Manovra/ Regge intesa su iter lampo, ma opposizioni critiche

Servono dimissioni governo, ma Colle chiede ancora coesione

Manovra/ Regge intesa su iter lampo, ma opposizioni critiche

Roma, 14 lug. (askanews) - Ha retto l'intesa al Senato per garantire un iter lampo alla manovra ma le opposizioni hanno criticato duramente l'azione del governo e votato no al provvedimento. Dopo l'incontro tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e i rappresentanti delle opposizioni di Camera e Senato, due giorni fa, le aspettative sull'accoglimento di alcune proposte di modifica presentate da Pd, Idv e terzo polo sono state deluse quando in Aula è arrivato il maxiemendamento del governo. In particolare nessun passo è stato fatto sul taglio dei costi della politica. E di questo i capigruppo di minoranza oggi hanno rimproverato il ministro. Non sono mancate neppure tensioni residue all'interno della maggioranza, come nel caso della liberalizzazione degli ordini professionali, che ieri ha richiesto l'intervento di mediazione del presidente del Senato Renato Schifani, presente fino all'ultimo alle riunioni notturne tra governo e senatori di maggioranza in commissione Bilancio. Ma questa mattina intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama Tremonti ha potuto dire soddisfatto: "Il Paese ci guarda, governo, maggioranza e opposizione, certo siamo diversi ma non troppo divisi. Per questo sono orgoglioso di essere qui oggi con tutti voi". E non è mancato, verso le opposizioni, anche un tributo da parte della seconda carica dello Stato: "Vorrei esprimere un apprezzamento per il lavoro svolto in tempi immediati per rispondere alla speculazione finanziaria che ha colpito il paese - ha detto Schifani - un ringraziamento specifico al governo, alla maggioranza, e in particolare all'opposizione che con un atteggiamento di responsabilità ha consentito oggi il voto in tempi senza precedenti". Ma nella sostanza le divergenze restano e sono sostanziali perchè da Pd, Idv e Terzo polo è stata ribadito un giudizio totalmente negativo sull'operato del governo in questi anni ed è stato anche rinnovato l'invito alle dimissioni: "Non abbiamo visto sintesi politica, non abbiamo visto governare la barca, non abbiamo visto nessuno remare. Maggioranza e governo non sono stati all'altezza, non hanno avuto il coraggio - ha denunciato Anna Finocchiaro -. Abbiamo capito che c'era una sola cosa da fare: opporre ai nemici dell'Italia semplicemente l'Italia, l'Italia intera e unita, l'Italia di Giorgio Napolitano". Una posizione condivisa ancora una volta anche da Idv e terzo polo. Ora la manovra passerà al vaglio della Camera, dove l'esito pare scontato, e verrà licenziata già domani sera, tempi record per rassicurare i mercati prima dell'apertura di lunedì. Ma le opposizioni non sembrano volersi rassegnare e insistono sulla necessità di dimissioni per fare spazio a governi tecnici o di transizione, perchè le difficoltà non sono superate e Berlusconi e Tremonti sono ormai troppo deboli per affrontarle. Ma Napolitano ha avvertito che dopo l'approvazione della manovra finanziaria "sono convinto che anche per il futuro prossimo occorreranno altre prove di coesione".

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