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pubblicato il 30/ago/2011 21:46

Manovra/ Quirinale attende Parlamento: urgono equità e confronto

Napolitano vigila. Dopo monito Rimini sabato parlerà a Cernobbio

Manovra/ Quirinale attende Parlamento: urgono equità e confronto

Roma, 30 ago. (askanews) - L'atteggiamento non può che essere di attesa per quanto verrà deciso in Parlamento, ora che il decreto anti-crisi - varato il 13 agosto dal governo - è in dirittura d'arrivo alla prova del voto in commissione Bilancio e poi in aula al Senato. Ma, anche all'indomani delle modifiche alla manovra proposte da maggioranza e governo al vertice di Arcore, per il capo dello Stato Giorgio Napolitano punti assolutamente irrinunciabili in qualsiasi decisione sulla manovra economica restano quelli enunciati nel discorso pronunciato al meeting di Comunione e liberazione a Rimini il 21 agosto scorso. Vale a dire: confronto in Parlamento ed equità delle misure. Discussioni tra gli alleati di maggioranza, riunioni varie, vecchie e nuove intese, compresa quella 'siglata' ieri al vertice di Pdl e Lega ad Arcore che modifica molto il decreto varato alla vigilia di Ferragosto, non cambiano la sostanza delle cose, per come vengono viste dal Quirinale. "Il Parlamento faccia le scelte migliori, attraverso un confronto davvero aperto e serio, con la massima equità come condizione di accettabilità e realizzabilità": resta questo il monito del presidente della Repubblica, oggi come dieci giorni fa. Il confronto bipartisan (perchè "il prezzo che si paga per il prevalere nella politica di logiche ed interessi di parte sta diventando insostenibile", ebbe a dire Napolitano a Rimini) ed insieme scelte di "equità" sono "esigenze che rimangono intatte", sottolineano ambienti vicini alla presidenza della Repubblica. Quello di Napolitano a Rimini fu un discorso che con toni durissimi invitava anche governo e opposizione a fare autocritica: il primo perchè ha "semplificato in modo propagandistico e consolatorio" le conseguenze della crisi economica; la seconda perchè sempre pronta a dire: "è tutta colpa del governo". Un intervento a tutto tondo, teso a ribadire la necessità di fare presto con l'approvazione di misure adatte a fronteggiare la crisi economica e a far ripartire un paese che non cresce da "20 anni". Il presidente della Repubblica tornerà su questi temi sabato prossimo intervenendo in videoconferenza al meeting di Cernobbio. Di certo, l'iter parlamentare della manovra economica bis resta passaggio delicato per il Paese, il governo, la legislatura.

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