venerdì 20 gennaio | 15:29
pubblicato il 20/ago/2011 05:10

Manovra/ Pdl tenta il ricompattamento interno, si tratta con Lega

Frondisti aprono, ma Calderoli chiude su pensioni. Monito Cei

Manovra/ Pdl tenta il ricompattamento interno, si tratta con Lega

Roma, 20 ago. (askanews) - E' il momento del ricompattamento. Almeno all'interno dei due partiti più grandi, Pdl e Pd. Proprio mentre Roberto Formigoni, governatore arci-critico sulla manovra economica, torna a dare la sveglia al segretario Angelino Alfano: "Pdl in agonia, facciamo le primarie in autunno, apriamoci al popolo". Ad ogni modo, il premier Silvio Berlusconi mette al lavoro capigruppo e fedelissimi nel tentativo di richiamare all'ordine i vari gruppetti di frondisti scatenati a chiedere modifiche alla manovra economica. Il Pd si ritrova nella proposta dell'ex segretario Walter Veltroni di porre come condizione del confronto con la maggioranza il dimezzamento del numero dei parlamentari. Ma sono ancora tante le tensioni che soffiano sulla manovra che inizierà il suo iter in Senato la prossima settimana. Si continua a trattare su pensioni e tagli agli enti locali, temi spinosi per la Lega. Ieri poi sulla manovra si è levata anche la voce del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che denuncia le "cifre impressionanti" dell'evasione fiscale e chiede: "La famiglia sia al centro della manovra". In tal senso, Carlo Giovanardi annuncia la presentazione di emendamenti, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi promette che "le indicazioni della Cei verranno tenute in conto", mentre i cattolici del Pd pure apprezzano: "Bene Bagnasco. Sì al fattore famiglia", dice il Popolare Giuseppe Fioroni. Fuori dal Parlamento, si rafforza invece la fronda di origine Radicale che chiede di far pagare alla Chiesa l'Ici e Ires sulle proprie attività commerciali. La Lega deciderà le sue mosse lunedì prossimo, nella riunione di segreteria politica in via Bellerio, alla luce del lungo confronto di Umberto Bossi e Roberto Calderoli il 18 con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Intanto però proprio Calderoli smentisce qualsiasi apertura del Carroccio sulle pensioni: "Stanno bene come sono". E per rafforzare la tesi, il ministro per la Semplificazione fa il paragone con lo scudo fiscale bis: "Il giorno prima era nei titoli dei giornali ed era falso. L'apertura sulle pensioni non so dove qualcuno possa averla vista...". Ma il caos regna sovrano, visto che lo stesso Cicchitto non esclude un nuovo scudo fiscale, mentre l'idea di toccare le pensioni non è affatto tramontata. Riflettori dunque sul vertice del Carroccio lunedì, quando sarà 'resa dei conti' tra le due linee che ormai spaccano il partito: quella di Bossi, reticente a ritoccare le pensioni, e quella di Maroni, sostenuto da vari amministratori locali e dunque arrabbiato per i tagli agli enti locali contenuti nel decreto governativo.

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