martedì 06 dicembre | 11:54
pubblicato il 06/set/2011 18:10

Manovra/ Nuovo compromesso maggioranza: Iva al 21% e supertassa

Donne del privato in pensione più tardi. Sarà chiesta fiducia

Manovra/ Nuovo compromesso maggioranza: Iva al 21% e supertassa

Roma, 6 set. (askanews) - Silvio Berlusconi cede sul ritorno del contributo di solidarietà; Giulio Tremonti cede sull'aumento immediato di un punto di Iva; la Lega cede sulle pensioni, accettando l'equiparazione (dal 2014) dell'età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego. Il vertice di maggioranza sulla manovra, convocato in fretta e furia al rientro di Silvio Berlusconi, si risolve con un passo indietro di ciascuno dei protagonisti di questa partita. Passi indietro dovuti, dopo il richiamo forte arrivato ieri sera da Giorgio Napolitano sulla necessità di misure ulteriori. Decisioni prese in un paio d'ore, con la riunione a palazzo Grazioli tra il premier, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i capigruppo di Camera e Senato del Pdl, e la delegazione leghista composta da Roberto Calderoli, Federico Bricolo e Rosi Mauro. A renderle note, uno scarno comunicato di palazzo Chigi. Che ufficializza la decisione del governo di porre la fiducia, elencando le aggiunte: "Aumento di un punto Iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500.000 euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014". E poi l'accelerazione sul ddl costituzionale che introdurrà nella Carta la "regola d'oro" sul pareggio di bilancio e che attribuirà alle Regioni le competenze delle Province. Ddl che sarà approvato giovedì nel Consiglio dei ministri convocato per le 9. Durano quindi una settimana le modifiche decise nel vertice di Arcore di lunedì scorso, quando Berlusconi aveva rivendicato il suo successo sull'eliminazione del contributo di solidarietà. Dura pochi giorni la vittoria della Lega che era riuscita ad evitare interventi sulle pensioni. E deve capitolare anche Giulio Tremonti che avrebbe rimandato alla delega fiscale l'aumento dell'Iva. Ma alla fine ognuno porta a casa qualcosa: il premier appunto l'innalzamento dell'Iva, da sempre caldeggiato; Tremonti l'adeguamento delle regole di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego e il contributo di solidarietà, seppure rivisto rispetto alla versione originaria; la Lega l'accelerazione sulle riforme costituzionali. Che però non prevedono più (almeno in questa fase) il dimezzamento dei parlamentari.

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