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pubblicato il 20/nov/2013 11:25

Maltempo: Avvenire, sforare 'gabbia' patto stabilita'. Letta convinca Ue

Maltempo: Avvenire, sforare 'gabbia' patto stabilita'. Letta convinca Ue

(ASCA) - Roma, 20 nov - ''Spendere per la vita''. E' il titolo dell'editoriale a firma di Antonio Maria Mira con cui, all'indomani dell strage maltempo in Sardegna, il quotidiano cattolico 'Avvenire' lancia l'appello alla politica italiana, e in particolare al premier Enrico Letta, affinche' convinca l'Unione europea dell'urgenza italiana di sforare il Patto di stabilita', una ''gabbia'' per tanti fondi che potrebbero essere destinati a prevenire il rischio idrogeologico nazionale.

''Cambia il clima, cambiano le precipitazioni, non cambia purtroppo il modo di affrontare questi fenomeni. Manca preparazione, manca prevenzione'', premette Mira schierandosi in favore della Protezione civile ''ancora capace di indicare linee, strategie, anche di lanciare, come nel caso sardo, precisi bollettini''. Ma ''chi li ascolta?'' si chiede l'editorialista di fronte alle ''scelte impopolari'' - come sfollamenti di famiglie, chiusura di ponti e strade - che spesso gli amministratori locali mancano di adottare a scopo preventivo. I ''quasi 4000 morti in 50 anni'' delle tragedie idrogeologiche italiane sono ''figli di queste 'prudenze''', decreta il quotidiano dei vescovi italiani.

Da qui la necessita' di ''un vero cambio di passo culturale'' che porti a investire nella prevenzione, considerando che ''non sono troppi'' i 40 miliardi di euro stimati necessari per mettere in sicurezza il paese dai rischi idrogeologici, ''visto che nel frattempo ne abbiamo spesi 52 per riparare i danni. E i morti, ovviamente, non hanno prezzo...''.

A tal proposito Mira sottolinea come ''troppi fondi restano inutilizzati per inefficienze delle regioni e degli enti locali, ma soprattutto per la 'gabbia' del Patto di stabilita'. Si muore perche' non si puo' spendere a dovere''.

Pertanto l'invito di Avvenire a Enrico Letta e' che ''voli a Bruxelles per dire con chiarezza che l'Italia intende sforare quel Patto. Diciamolo chiaro ai partner Ue: siamo pronti a farci controllare carte e conti, progetti e bilanci, appalti e imprese, ma vogliamo e dobbiamo agire perche' quelle opere le vogliamo e le dobbiamo fare. Con la massima trasparenza - conclude l'editoriale del quotidiano cattolico - e con saggia fretta''.

stt/sam/alf

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