venerdì 20 gennaio | 06:49
pubblicato il 09/feb/2011 21:20

Mafia/Pisanu: Antimafia accerta 45 violazioni codice candidature

Solo 16 da partiti nazionali, trasversalmente distributi

Mafia/Pisanu: Antimafia accerta 45 violazioni codice candidature

Roma, 9 feb. (askanews) - L'indagine svolta dalla commissione Antimafia rivela che sono 45 le violazioni al codice di autoregolamentazione per le candidature alle elezioni amministrative del 2010, ossia quello che impone di prevenire i rapporti tra mafia e politica. La maggior parte di questi, 25, sono appartenenti a liste civiche locali, mentre di quelli appartenenti a partiti nazionali, 16, sono traversalmente distribuiti tra le varie forze politiche, con una prevalenze di illeciti al Sud. Lo ha riferito il presidente della commissione, Beppe Pisanu, nella sua relazione conclusiva: "Sui dati essenziali dell'indagine debbo, innanzitutto, evidenziare che delle 93 Prefetture interpellate 71 hanno risposto in maniera completa e 22 in maniera parziale, segnalando complessivamente 45 violazioni al codice di autodisciplina", ha detto Pisanu precisando che sui nominativi vige il segreto anche se tutti i dati sono consultabili per i membri dell'organismo parlamentare. "Tutta la possibile pubblicità, invece, deve essere data alle violazioni al nostro Codice, ben sapendo, comunque, che esso mira essenzialmente a individuare non le responsabilità personali, ma le responsabilità assunte dai singoli partiti o da altre associazioni politiche in occasione della formazione delle liste per le elezioni del 2010 - ha proseguito il presidente dell'Antimafia -. Nel ribadire l'incerto valore statistico di questi dati, preciso che i candidati per i quali si è riscontrata una violazione del Codice sono complessivamente 45, di cui 11 eletti e 34 non eletti. Sullo stato dei procedimenti nei loro confronti, risulta che 25 sono definitivi, 15 non definitivi e 5 da approfondire". Per quanto riguarda le "fattispecie delle violazioni, debbo evidenziare che i reati di estorsione e di riciclaggio non sono necessariamente ascrivibili a condotte 'mafiose', giacché sotto la previsione dell'articolo 629 del codice penale possono rientrare condotte del tutto estranee alla c.d. 'estorsione da racket'. Per quanto poi concerne l'appartenenza politica - ha detto ancora Pisanu -, osservo che 16 dei 45 segnalati risultano candidati in liste di rilevanza nazionale, altri 4 in liste civiche con espliciti riferimenti a partiti nazionali ed i restanti 25 in liste civiche locali". Per quanto invece riguarda i partiti di rilevanza nazionale risulta una sorta di distribuzione "equa e trasversale" delle violazioni, mentre balza agli occhi la loro ripartizione territoriale: esse infatti si collocano esclusivamente nelle regioni dell'Italia centro-meridionale con assoluta prevalenza della Puglia, della Campania e della Calabria.

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