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pubblicato il 31/ago/2012 05:10

Mafia/ Ira Napolitano contro Panorama. Berlusconi: io non c'entro

Cav manda il 'mediatore' Letta; "capo Stato ora sa cos'è gogna"

Mafia/ Ira Napolitano contro Panorama. Berlusconi: io non c'entro

Roma, 31 ago. (askanews) - Uomo di rare dichiarazioni in pubblico, questa volta Gianni Letta ha parlato, e attraverso un comunicato. Per esprimere la sua "personale solidarietà" al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri ha dovuto difendersi dall'accusa, ipotizzata da 'Panorama', di essere in qualche modo 'ricattabile', o peggio ancora ricattato, per la vicenda delle sue conversazioni con Nicola Mancino sulla trattativa Stato-Mafia. La nota è giunta al termine di un colloquio avuto dall'ex sottosegretario al Quirinale e che, in realtà, era stato già richiesto nei giorni scorsi. Ma inevitabilmente la scena del colloquio è stata conquistata dall'articolo di 'Panorama' - un articolo che ha spinto il Colle a una nota, durissima, di replica. E non poteva che essere Letta, l'ambasciatore delle faccende più delicate, a recapitare al Colle il messaggio di Silvio Berlusconi: a riferire, cioè, che lui con quell'articolo del settimanale 'di famiglia' non c'entra nulla. Di fatto dall'ex premier non è arrivata nessuna nota a sostegno del Colle. Fonti Pdl spiegano che il Cavaliere avrebbe dato sì il via libera alle dichiarazioni di solidarietà (con alcune eccezioni, come Bondi) degli esponenti del partito, ma a patto che non fossero troppo 'genuflesse'. A patto, ovvero, che in tutte si ricordasse che analoga solidarietà non era stata offerta in passato quando a finire sotto la mannaia delle intercettazioni era stato lui. Peraltro, la giustizia e i processi (in corso o futuribili) erano e sono in cima alle preoccupazioni del Cavaliere che a questo punto, viene spiegato, spera di trovare nel Quirinale orecchie più attente. Infatti praticamente tutto il Pdl ha reagito alla presa di posizione del Colle sottolineando che, alla doverosa solidarietà verso il capo dello Stato, andrebbe associata anche una revisione, in tempi rapidi, della legge sulle intercettazioni.

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