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pubblicato il 22/mag/2014 14:25

Mafia: Gratteri, da 30 anni al Nord e dove si fanno grandi opere

Mafia: Gratteri, da 30 anni al Nord e dove si fanno grandi opere

(ASCA) - Roma, 22 mag 2014 - Nonostante la cecita' delle istituzioni le mafie sono uscite dai confini del sud Italia ''da 30 anni'', approdando dove si realizzano progetti ''prestigiosi'', quali l'Expo di Milano, senza che cio' debba comportare la rinuncia a realizzarli poiche' cio' significherebbe ''il fallimento dell'idea stessa di Stato''.

Questo il ragionamento che il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha espresso ai microfoni della trasmissione 'Prima di tutto', su Radio 1, in merito alle inchieste della magistratura sulle infiltrazioni mafiose negli appalti per le grandi opere, e in particolare per Expo 2015. ''Sono 25 anni che urlo che il problema non e' la Calabria, la Puglia, la Campania, la Sicilia: le mafie stanno dominando l'Italia e l'Europa. Anzi, stanno colonizzando l'Europa. Non c'e' niente di nuovo. Sono 40 anni che n'drangheta e' presente in Piemonte, da 30 in Lombardia'', ha premesso Gratteri. ''Eppure - ha proseguito - quattro anni fa, il prefetto di Milano ha detto: 'dov'e' la n'dragheta, fatemela vedere'. Il sindaco di Milano ha detto, sempre quattro anni fa: 'qui non c'e' la n'drangheta'. E dopo 20 giorni abbiamo arrestato 300 persone. Per anni - ha sottolineato il magistrato - gli uomini delle istituzioni hanno negato l'esistenza del problema; almeno adesso hanno il pudore di stare zitti. Il problema dunque e' questo: gli uomini delle istituzioni non ammettono l'evidenza, non dicono 'il Re e' nudo'''.

''Prima che si iniziassero i lavori per Expo, prima che si iniziasse la Torino-Lione - ha continuato Gratteri - io ho detto: le mafie sono li' dove c'e' da gestire denaro e potere. Non e' possibile che in operazioni cosi' grosse, 'prestigiose', dove ci sono soldi e potere, non si annidino le mafie. Non e' solo un fatto economico, e' una dimostrazione di forza da parte delle organizzazioni criminali essere presenti nelle grandi opere che dovrebbero essere, usiamo il condizionale, la vetrina dell'Italia nel mondo'', ha sottolineato il magistrato. com-stt/sam/

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