martedì 06 dicembre | 12:08
pubblicato il 23/mag/2014 12:15

Mafia: Grasso, eredita' Falcone e Borsellino fondamentale per...(1 upd)

+++I fenomeni di criminalita' organizzata ''rappresentano una minaccia mortale al futuro delle nostre democrazie di fronte alla quale la comunita' internazionale, e in special modo l'Unione Europea, non puo' arretrare, restare indifferente o rassegnata''+++. (ASCA) - Roma, 23 mag 2014 - L'eredita' che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ''ci hanno lasciato e' un patrimonio comune che non possiamo disperdere, un patrimonio fatto di conoscenze, di intuizioni, di rigoroso metodo investigativo che ancora oggi, a distanza di tanti anni, deve far parte del bagaglio professionale di ogni magistrato''. In particolare, ''ora che le mafie sono diventate internazionali dobbiamo fare in modo che gli strumenti legislativi e repressivi del nostro ordinamento, proprio quelli disegnati da loro, siano adottati da tutti gli altri paesi. Fu proprio Giovanni Falcone a intuire per primo la dimensione transnazionale delle organizzazioni criminali e la necessita' di approntare risposte condivise a livello globale''. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso nel suo intervento a Palermo alla commemorazione delle stragi in cui nel 1992 persero la vita i due magistrati siciliani e gli agenti che li scortavano.

''Cari insegnanti, ragazze e ragazzi di tutta Italia - dice Grasso rivolto agli studenti provenienti da tutta Italia e riuniti nell'aula bunker del capoluogo siciliano - a distanza di 22 anni siamo in quest'Aula, ancora una volta, per ricordare insieme Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e quegli agenti che di solito vengono liquidati nel ricordo con un unico sostantivo, le ''scorte'', e che proprio perche' portatori dei loro stessi valori voglio nominare singolarmente: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. A questo elenco, all'elenco dei morti - prosegue - vanno aggiunti anche tutti coloro che sono vittime morali degli omicidi e delle stragi. Mi riferisco alle mogli, ai figli, agli amici, ma anche a quelli di noi che si sentono ancora oggi privati violentemente dei loro affetti e del futuro che avevamo immaginato di costruire insieme''.

''Ogni volta che entro in quest'Aula - dice ancora Grasso - vengo assalito dai ricordi, il sorriso ironico di Giovanni quando mi presento' per la prima volta le 400 mila pagine degli atti del Maxiprocesso che dovevo studiare, l'affettuoso gesto di Paolo che mi consegno' copia dei suoi utilissimi appunti per districarmi tra quelle carte, mi avvolge l'aria pesante che opprimeva Palermo durante gli anni del Maxiprocesso, i visi dei mafiosi dietro queste sbarre, che oggi sono sostituiti dagli occhi di tanti giovani che brillano di gioia e di speranza. Ma mi avvolge anche il pensiero - rileva l'ex magistrato -del sostegno che in quel periodo riscuoteva l'operato di Falcone e Borsellino, e che ancora possiamo ritrovare in questa giornata che riecheggia le catene umane, le lenzuola bianche appese ai balconi, le cooperative di Libera sui terreni confiscati, l'impegno dei ragazzi di Addiopizzo e le migliaia di attivita' quotidiane che per tutto l'anno impegnano la Fondazione Falcone con le scuole su questi temi. Non posso comunque dimenticare che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gia' dopo le condanne in primo grado del Maxiprocesso, cominciarono ad essere attaccati e delegittimati, sia umanamente che professionalmente. Un susseguirsi di amarezze, di rifiuti, di polemiche, che solo con la loro morte si e' interrotto: a quel punto anche coloro che li avevano avversati in vita si sono dichiarati loro fraterni amici e talvolta unici eredi.

Ma l'eredita' che ci hanno lasciato - sostiene Grasso - e' un patrimonio comune che non possiamo disperdere, un patrimonio fatto di conoscenze, di intuizioni, di rigoroso metodo investigativo che ancora oggi, a distanza di tanti anni, deve far parte del bagaglio professionale di ogni magistrato. Mi ha molto colpito vedere il riconoscimento che le figure di Falcone e Borsellino hanno in tutto il mondo: ho visto monumenti dedicati a loro in un parco di Bucarest, mi sono commosso all'Accademia dell'FBI di Quantico, dove c'e' il busto di Falcone sopra una colonna spezzata - a simboleggiare il lavoro interrotto, mi hanno spiegato - e mi sono inorgoglito nel Quartier generale dell'Fbi a Washington, dove su un'intera scalinata sono apposte le foto di Giovanni Falcone e le due bandiere, americana e italiana, sovrastano intrecciate. Anche qui, oggi, sono presenti scuole di diversi paesi europei e una proprio di Washington, segno che il loro esempio ha travalicato i nostri confini''. ''Ora che le mafie sono diventate internazionali - sono ancora parole di Grasso - dobbiamo fare in modo che gli strumenti legislativi e repressivi del nostro ordinamento, proprio quelli disegnati da loro, diventino siano adottati da tutti gli altri paesi. Fu proprio Giovanni Falcone a intuire per primo la dimensione transnazionale delle organizzazioni criminali e la necessita' di approntare risposte condivise a livello globale. ''Non e' importante quale forza di polizia arresti un latitante o sequestri dei beni e in quale parte del mondo, e' importante che cio' avvenga'', - era solito ripetere Falcone''. I fenomeni di criminalita' organizzata, dice Grasso, ''rappresentano una minaccia mortale al futuro delle nostre democrazie di fronte alla quale la comunita' internazionale, e in special modo l'Unione Europea, non puo' arretrare, restare indifferente o rassegnata. Penso alla necessita' di rafforzare strumenti comuni di cooperazione e di contrasto, a partire dall'aggressione legale ai patrimoni illeciti, attraverso moderne forme di confisca. Penso all'istituzione di una Procura Europea, una struttura che innalzera' il livello dell'azione di contrasto ai delitti contro gli interessi finanziari dell'Unione e garantira' risultati che nessuno Stato da solo potra' mai realizzare. E questo sara' certo uno dei temi che ribadiro' con piu' forza nel corso del prossimo semestre di presidenza italiana''. fdv/cam/rob

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