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pubblicato il 21/nov/2013 16:27

Mafia: Fondazione Caponnetto presenta proposte contrasto criminalita'

(ASCA) - Roma, 21 nov - Istituzione del reato di autoriciclaggio, una normativa sugli appalti piu' efficace di quella esistente, un utilizzo piu' veloce dei beni confiscati, rafforzamento della Direzione Investigativa Antimafia, modifica dell'art. 416 bis per tutta la criminalita' organizzata, maggiori tutele per i testimoni di giustizia e dei cittadini oggetto di usura. Sono queste alcune delle proposte ''Per un'antimafia del giorno prima'', illustrate oggi dalla Fondazione Antonino Caponnetto a Roma nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta nella sala stampa della Camera a cui hanno partecipato il deputato del PD Federico Gelli, membro dell'ufficio di presidenza della Fondazione Caponnetto, il presidente della Fondazione Salvatore Calleri e la presidente della Commissione parlamentare sul fenomeno delle mafie Rosy Bindi. ''Per quanto riguarda queste proposte - ha spiegato Gelli - il mio impegno sara' quello di tradurle in forma legislativa per trovare pieno accoglimento anche dal lavoro della Commissione Antimafia e dalla sua presidente''. Nella lotta alla mafia, ha aggiunto, ''il ruolo dell'associazionismo e delle organizzazioni di volontariato, la cosiddetta antimafia sociale rappresenta un cardine fondamentale nella lotta alle mafie. Questo perche' il crimine organizzato non si combatte solo con la magistratura e le forze dell'ordine ma anche con i cittadini e il loro impegno per la legalita'. ''Riteniamo che oggi la mafia sia il principale problema del nostro paese - ha aggiunto Salvatore Calleri presidente della Fondazione Caponnetto - con un fatturato che raggiunge i 200 miliardi di euro in Italia e le nostre sono proposte concrete per combattere meglio e con piu' efficacia i fenomeni mafiosi e di criminalita' organizzata''. Tra le altre proposte avanzate alla Fondazione c'e' anche l'inserimento dei costi delle intercettazioni negli oneri a carico delle societa' telefoniche, operazione che permetterebbe il risparmio di milioni di euro, l'inasprimento delle pene per chi detiene armi da fuoco in modo illegale per limitare il numero di rapine e regolamenti cruenti tra bande, la formazione di un elenco sempre aggiornato dei beni confiscati e il rafforzamento dell'Agenzia Nazionale con l'utilizzo dei beni gia' dopo il sequestro se ci si trova davanti all'art.416 bis, oltre alla formazione di un elenco nazionale delle interdittive antimafia.

com-brm/sam/rob

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