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pubblicato il 23/mag/2013 14:34

Mafia: Compagna a Grasso, chiarisca in Aula suoi giudizi su mio ddl

Mafia: Compagna a Grasso, chiarisca in Aula suoi giudizi su mio ddl

+++Il capogruppo Gal, Ferrara: ''Grasso non puo' dare giudizi sulle proposte di legge, si scusi con tutto il Senato''+++.

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(ASCA) - Roma, 23 mag - Il senatore Gal, Luigi Compagna scrive al presidente del Senato, Pietro Grasso e gli chiede conto, anzi, chiede che chiarisca in Aula i giudizi espressi questa mattina a Palermo sul ddl che rivede le pene per il reato di concorso esterno ad associazione mafiosa, dapprima presentato in commissione Giustizia di Palazzo Madama e quindi ritirato dallo stesso firmatario in seguito alle polemiche scatenate dal provvedimento.

''Il Suo giudizio di 'impresentabilita'' di una mia proposta (e dicasi proposta) di legge mi e' parso lesivo della liberta' parlamentare e, quindi, in evidente contrapposizione alle funzioni di garanzia costituzionale connesse alla Sua carica'' esordisce Compagna. ''Al di la' della Sua affermazione, francamente impropria - prosegue Compagna - secondo cui sarebbe stato un sentimento di 'vergogna' a suggerirmi di ritirare l'Atto Senato n. 300, mi piacerebbe che il Senato potesse essere ancora luogo di civile confronto di idee e non di mera dietrologia. Certo, il profilo della mia proposta poteva apparire nel merito antitetico a quello della Sua (seppure talune Sue antiche considerazioni in tema di 'concorso esterno' lasciavano spazio ad una utile dialettica di posizioni)''. Per Compagna le espressioni usate da Grasso sono ''inutilmente aggressive'': ''ecco perche' mi permetto di pregarLa di chiarire al Senato - prosegue -, nell'ambito delle nostre procedure, perche' la mia iniziativa avrebbe suscitato da parte Sua uno sdegno approdato all'epiteto 'vergogna'''.

Sulla questione interviene duramente anche il capogruppo di Gal in Senato, Mario Ferrara, secondo cui ''il presidente del Senato, in quanto tale, nel rispetto dell'articolo 67 della Costituzione e dell'articolo 8 del regolamento del Senato che perimetra i compiti del presidente, e' l'unica persona al mondo che non puo' dire quello che ha detto. Sulle proposte di legge il presidente del Senato non puo' dare giudizi e neanche fare requisitorie''. Piuttosto, continua Ferrara, ''avrebbe dovuto addirittura difendere la liberta' di proposta del senatore Compagna, come di qualsiasi altra proposta di altri senatori'' e per questo motivo Grasso ''dovrebbe ora invece usare la parola 'scusa' non soltanto nei confronti del senatore Compagna ma dell'intero Senato''.

red-njb

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