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pubblicato il 30/dic/2015 17:00

M5s,per Financial Times è maggiorenne. E "Mr Di Maio" erede Grillo

"Vogliono governare e loro probabilità sono in aumento"

M5s,per Financial Times è maggiorenne. E "Mr Di Maio" erede Grillo

Roma, 30 dic. (askanews) - "Il Movimento 5 stelle ha raggiunto la maggiore età". A dirlo è il Financial Times che dedica un lungo articolo ai "grillini", nella seconda pagina del quotidiano di oggi, con un richiamo in "prima" corredato dalla foto di Luigi Di Maio.

"Quando il M5S esplose nella politica italiana nel 2009 durante la crisi economica - si legge nell'articolo, riportato anche sul blog di Beppe Grillo - era caratterizzato da una protesta senza compromessi e dalla burlesca, sardonica figura del suo leader, il comico Beppe Grillo. Ma il M5s sta cercando di cambiare volto rispetto a quello di uno dei più eccentrici, addirittura clowneschi, partiti politici europei. L'obiettivo che la trasformazione mira a raggiungere sembrava una fantasia appena un anno fa: governare il Paese e sfidare il governo di centrosinistra del primo ministro Matteo Renzi".

Il quotidiano ricorda che Grillo ha tolto il suo nome dal simbolo del partito, "un segnale del fatto che potrebbe presto farsi da parte". E il suo "erede più probabile" è Luigi Di Maio, "un ventinovenne napoletano, dalla retorica efficace, con un look elegante e toni moderati". "La percezione del MoVimento è cambiata - sostiene "Mr Di Maio" intervistato da Ft -. All'inizio c'era l'idea che fosse solo un movimento di protesta...ma siamo riusciti a sfondare quel muro. Vogliamo governare".

"Le probabilità che ciò accada - sostiene il Financial Times - sono in aumento. Il M5s è il secondo partito d'Italia. Dopo lo svantaggio rispetto al partito di Renzi di quasi 20 punti un anno fa, i sondaggi mostrano che la distanza si è ridotta a circa 5 punti - 32 a 27 per cento".

"Ma convincere gli italiani che il M5s sia un'alternativa credibile resta un arduo compito, visto che molti ancora lo vedono come un partito da ostruzionismo e opposizione. Lo slogan più famoso di Beppe Grillo quando lanciò il movimento era 'vaffanculo', una parolaccia indirizzata all'establishment, e lo stesso Grillo rifiutava di fare parte di qualsiasi coalizione", sostiene ancora il quotidiano, concludendo che dopo le vittorie in città come Parma, Livorno e Ragusa il "test più importante" sarà quello delle comunali a Roma.

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