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pubblicato il 05/mar/2014 12:00

M5S Senato valuta mozione sfiduca a Lorenzin per multa su farmaci

"E' stata inappropriata, informata poco e male sui farmaci"

M5S Senato valuta mozione sfiduca a Lorenzin per multa su farmaci

Roma, 5 mar. (askanews) - Il gruppo parlamentare M5S sta "valutando l'opportunità" di presentare in Senato una mozione di sfiducia alla ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a seguito della sanzione emanata dall'Antitrust nei confronti di Roche e Novartis, ree di aver istituito un cartello volto ad innalzare considerevolmente il costo di terapie per la cura di patologie che provocano cecità e, di conseguenza, le spese sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale. Lo hanno reso noto le senatrici M5S Paola Tavella e Michela Montevecchi sottolineando che Lorenzin "si è dimostrata essere poco e male informata su una vicenda di primo spessore, per nulla operativa e, pertanto inappropriata a ricoprire tale ruolo esecutivo". "Siamo soddisfatte - hanno affermato le parlamentari M5S- di questa sanzione consistente nel massimo erogabile da parte dell'Antritrust ma, al contempo, fortemente amareggiati dal comportamento del Ministro Lorenzin e dell'agenzia governativa preposta al controllo della spesa sanitaria del Ministero. Il Movimento 5 Stelle da mesi aveva già informato il Ministro della Salute sulla questione, presentando molteplici interrogazioni parlamentari ma, abbiamo dovuto aspettare che agisse l'Antitrust prima di assistere ad un risvolto pragmatico". Ma "nella gestione di questa vicenda il Ministro Lorenzin si è rivelata rappresentante di una politica vecchia ed incapace di giungere ad azioni concrete". "Avrebbe potuto operare ben prima di questa sentenza - viene contestato alla ministro- sulla base delle disposizioni emanate del più alto organismo mondiale deputato alla garanzia della salute (l'Organizzazione Mondiale della Sanità), il quale già prescriveva l'utilizzo di Avastin, il cui costo è di un sessantesimo in confronto del ben più caro Lucentis. La ministro, invece, ha deciso di procrastinare la questione demandandola ad organismo amministrativo (il Consiglio Superiore di Sanità) comportando una maggior spesa per l'uso del farmaco più caro per un ammontare, secondo l'Antitrust, di 615 milioni di Euro per il 2014.

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