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pubblicato il 10/dic/2013 14:26

M5S: Giachetti a Grillo, con tua 'caccia all'uomo' minacciati di morte

M5S: Giachetti a Grillo, con tua 'caccia all'uomo' minacciati di morte

(ASCA) - Roma, 10 dic - Roberto Giachetti ha scritto una lettera aperta al leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo per chiedergli di riflettere sugli effetti di quell'appello a ''fermare all'ingresso di Montecitorio'' i deputati eletti con il premio di maggioranza.

''Il 7 dicembre hai postato sul suo tuo blog la foto 'segnaletica' mia e di altri 8 colleghi indicati nella didascalia, insieme ad altri 141, come abusivi. Nel corpo del testo hai scritto una frase evidenziata in neretto che testualmente recita 'devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio'. Siamo praticamente al 'caccia all'uomo day''', scrive Giachetti.

''Un invito che ognuno dei tantissimi seguaci del tuo blog puo' declinare a suo piacere. E infatti nel giro di breve tempo, nel riuscito effetto di generare un chiaro clima di odio, qualcuno alle 14.32 del medesimo giorno raffina la caccia all'uomo rendendola piu' esplicita: 'Dai a questo punto la lista ce l'avete. Prendete un fucile e andate ad ammazzarli uno a uno a casa. Mi sembra il minimo''', continua il deputato democratico. ''Ho letto e fotografato dal tuo blog questo invito ieri sera. Sono passati tre giorni e sta ancora li', non hai avuto neanche la decenza di eliminarlo. E non mi si dica che non l'avevi visto. Se pubblichi la foto di qualcuno e la accompagni con l'invito a 'fermarlo' all'ingresso di Montecitorio non puoi esimerti almeno dal verificare l'effetto che fa... Se non lo hai fatto e' anch'essa una scelta ben precisa'', sottolinea Giachetti.

''Sto conducendo da 65 giorni uno sciopero della fame per imporre a tutti il rispetto dell'impegno di cambiare una legge elettorale indecente. Conosco i rischi concreti di uno sciopero della fame cosi' prolungato, non solo perche' i medici me lo ricordano praticamente tutti i giorni, ma anche perche' un anno fa dopo 123 giorni sono andato molto vicino a conseguenze irreparabili per la mia salute. Ma sono un nonviolento - prosegue Giachetti - scelgo liberamente di correre questi rischi e piu' aumentano i giorni di digiuno piu' convivo con l'intima consapevolezza che quei rischi possano trasformarsi in qualcosa di piu' reale, ma sento di dover andare avanti. Consapevole''.

''Invece, caro Grillo, quello che tu mi scarichi addosso con questa operazione e' l'obbligo di convivere con un rischio che non conosco, che non potrei sapere dove si annida, come si organizza, quando potrebbe colpirmi. Mi esponi a un nemico invisibile ma che certamente c'e'. Senza minimamente fare accostamenti impropri con la statura di straordinari esempi della lotta nonviolenta, ricordo a me stesso che la storia e' percorsa da nonviolenti morti non a causa della loro iniziativa ma per mano di sconosciuti che li hanno colpiti quando erano piu' esposti, tra la gente, in liberta'. E' stato cosi' per Gandhi ucciso con tre colpi di pistola e per Martin Luther King freddato da un colpo di fucile'', conclude Giachetti.

com-ceg

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