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pubblicato il 08/set/2012 05:10

M5S/ Favia fa scoppiare bubbone, ma in Emilia malessere da mesi

Ad Aprile Grillo a Tavolazzi:La decisione è presa, fai tua strada

M5S/ Favia fa scoppiare bubbone, ma in Emilia malessere da mesi

Bologna, 8 set. (askanews) - "Ciao Tavo, guarda che non ce l'ho con te. Ma ormai ognuno deve fare il proprio percorso quindi stai tranquillo. Ormai la decisione è stata presa, l'abbiamo presa, l'ho presa, quindi vai avanti col tuo movimento, magari un po' più in là vedremo di? non so? ma adesso è inutile che ci stiamo a dire le ragioni o cosa c'è dietro o cosa non c'è dietro". E' questo il messaggio che a fine marzo Beppe Grillo ha lasciato nella segreteria telefonica di Valentino Tavolazzi, il consigliere comunale di Ferrara, il primo espulso dal Movimento 5 Stelle per mano del comico genovese e del suo spin doctor, Gianroberto Casaleggio. La telefonata, arrivata nel pieno della campagna elettorale, può aiutare a comprendere meglio il significato delle dichiarazioni fatte (a microfoni spenti) da Giovanni Favia alla trasmissione 'Piazza Pulita': il consigliere regionale dell'Emilia-Romagna ha denunciato una "mancanza di democrazia" dentro il movimento. Lo sfogo di Favia sembra un fulmine a ciel sereno, in realtà non è altro che una conseguenza di un malessere che va avanti da mesi, almeno in Emilia-Romagna, un "laboratorio" per il movimento di Beppe Grillo che proprio cinque anni fa (il 9 settembre 2007) da Piazza Maggiore a Bologna presentò attraverso il "V-day" la legge di iniziativa popolare "Parlamento pulito". La fronda del movimento emiliano è molto forte: a marzo Favia e Tavolazzi si sono esposti in più occasioni criticando il sistema di gestione del blog del M5S (per il consigliere regionale "pubblicano soltanto alcuni messaggi, alcune conversazioni vengono cancellate") e di tutto il movimento. Interpellati in piena campagna elettorale, i candidati sindaci hanno sempre dribblato le domande sulla gestione interna e i diktat di Grillo. L'elezione di Federico Pizzarotti a Parma e di Marco Fabbri a Comacchio hanno placato le polemiche, ma solo per qualche mese. "Non voglio creare in questo frangente, almeno fino al dopo elezioni, dei motivi di strumentalizzazione - ha spiegato a TM News Tavolazzi ad aprile - non ci penso minimamente. Ma io non sono rassegnato a non affrontare più questo problema. Lascio passare le elezioni, voglio vedere Beppe Grillo e parlargli di persona perché voglio sapere perché mi ha cacciato. Ma è evidente che se non si arriva ad un chiarimento su come il Movimento debba essere governato si rischia la spaccatura, lo sfaldamento, la fuga, il degrado di qualcosa che invece è preziosissimo". "Siccome le aspettative elettorali sono positive - aveva aggiunto l'espulso di Ferrara - e siccome riponiamo, nonostante tutto, grande fiducia in Beppe Grillo, qui bisogna capire se il modello-accoppiata Grillo-Casaleggio è un problema serio per il movimento e, se sì, se è superabile".

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