martedì 17 gennaio | 15:55
pubblicato il 31/gen/2012 21:00

Lusi/ Rutelli parte offesa. Il caso scuote Pd, Bersani sorpreso

Partito prende le distanze. Scambio di accuse tra ex Margherita

Lusi/ Rutelli parte offesa. Il caso scuote Pd, Bersani sorpreso

Roma, 31 gen. (askanews) - La vicenda di Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita che ha ammesso di aver sottratto al partito 13 milioni di euro scuote il Pd, soprattutto gli ex dielle. L'ex leader della Margherita, Francesco Rutelli, ora Api, che scelse Lusi come tesoriere e che gli è sempre stato considerato il più vicino si è subito costituito parte offesa, prima ancora che la notizia trapelasse sulla stampa, il 18 gennaio scorso. Oggi poi in una nota congiunta con gli altri dirigenti della Margherita Rutelli ha precisato che "in nessun modo il Presidente o gli altri dirigenti hanno mai esercitato responsabilità di gestione, né hanno mai emesso bonifici", insomma Lusi faceva tutto da solo e perciò gli è stata anche rivolta una formale richiesta di dimettersi da tesoriere, accolta il 25 gennaio scorso. Sulla vicenda Lusi il Pd vuole prendere le distanze. Pier Luigi Bersani oggi ha incontrato il suo tesoriere, Antonio Misiani e ha chiarito: "Il Pd di questa vicenda non sa nulla - ha detto il segretario - e dopo gli accertamenti farà intervenire la commissione di garanzia, non faremo sconti, saremo rigorosi e prenderemo provvedimenti", non è esclusa una sospensione del senatore democratico. E' già stata convocata da Luigi Berlinguer la commissione di Garanzia per verificare le informazioni e prendere le misure previste dalla statuto e dal codice etico del Pd. Al Senato la capogruppo Anna Finocchiaro ha chiesto formalmente le dimissioni di Lusi dal gruppo e informato dell'iniziativa i senatori che da questa mattina chiedevano cosa avrebbe fatto il gruppo. Il segretario si è detto anche "sorpreso e non gradevolmente" da quanto accaduto, seppure, come puntualizza Misiani "gli unici rapporti economici tra Pd e Margherita, che sono soggetti giuridicamente distinti, riguardano i pagamenti che il Pd effettua regolarmente ed esclusivamente per il subaffitto e per le spese di gestione della sede di via Sant'Andrea delle Fratte". Un sentimento, quello dello stupore, piuttosto diffuso a ben vedere tra molti dirigenti Dem di provenienza Ds. La partita si sposta quindi tra gli esponenti ex dielle. Arturo Parisi è stato il primo ad esporsi e ammettere di aver sollevato un problema di "opacità del bilancio del 2011" e chiesto un approfondimento che però non è mai stato fatto, lascia intendere il professore, a causa del "disinteresse" degli altri dirigenti ex diellini come Franceschini, Fioroni, Bindi, Letta, Marini.

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