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pubblicato il 21/feb/2013 18:19

Lombardia: ultimo confronto tv, schermaglie Ambrosoli-Maroni su tangenti

Lombardia: ultimo confronto tv, schermaglie Ambrosoli-Maroni su tangenti

(ASCA) - Milano, 21 feb - Ultimo confronto televisivo tra i protagonisti della campagna elettorale per la conquista della Regione Lombardia e ultime schermaglie tra Umberto Ambrosoli e Roberto Maroni. Negli studi Rai di Corso Sempione ci sono anche Gabriele Albertini (Scelta Civica), Carlo Maria Pinardi (Fare per fermare il declino) e Silvana Carcano (Movimento 5 Stelle). Ma i sondaggi parlano chiaro: la corsa per poltrona piu' alta del Pirellone e' una partita a due tra i candidati dei due principali schieramenti politici: Pd-Sel da un lato e Pdl-Lega Nord dall'altro. Ecco allora Ambrosoli e Maroni tornare a scontrarsi sugli scandali che hanno accompagnato il cammino dell'ultimo governo guidato da Roberto Formigoni. Il dibattito va in onda in diretta, sul Tg regionale di Rai 3. In studio, a fare domande insieme al conduttore Renato Andreolassi, ci sono due giornalisti di primo piano della politica milanese e regionale: Elisabetta Soglio, del Corriere della Sera, ed Andrea Montanari, cronista di Repubblica. E' lui a chiedere a Maroni se non si senta in qualche modo responsabile per i casi giudiziari che hanno investito la sanita' lombarda o per l'inchiesta sui rimborsi elettorali che coinvolge direttamente anche diversi consiglieri del Carroccio. ''I comportamenti illeciti ci sono da tutte le parti - e' la risposta del leader della Lega Nord - al momento ci sono indagini in corso e nessuno puo' ergersi a moralizzatore. Non emettiamo sentenze di condanna. Ricordo che le uniche sentenze emesse finora sono quelle del sistema Sesto'', lo scandalo che ha travolto Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano ed ex capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani. Ma questa e' un'inesattezza: perche' in realta' c'e' stato anche un verdetto per Pierangelo Dacco', l'uomo d'affari ciellino, considerato molto vicino a Formigoni, condannato a 10 anni per il crac dell'ospedale San Raffaele. Circostanza che Maroni omette. Cosi', quando la parola passa ad Ambrosoli, il candidato del centrosinistra passa al contrattacco: ''L'assessore alla sanita' era della Lega Nord, e si e' visto passare sotto tangenti enormi''. E ancora: ''E' molto interessante sentire ora quali sono le soluzioni da adottare contro la corruzione da parte di chi non ha fatto niente negli ultimi anni''. La miccia e' accessa, e Maroni controreplica visibilmente irritato: ''Ma quali tangenti, non si puo' usare questo termine''. Arriva poi il momento di parlare della futura squadra di governo. Ambrosoli assicura che la sua sara' una giunta regionale all'insegna della 'rottura' con il passato: ''Da parte mia ci sara' assoluta discontinuita' con le giunte precedenti, gravemente compromesse con la criminalita' organizzata e la corruzione. Garantiremo parita' di genere e rappresentanza di ciascun territorio''. Da parte sua Maroni, che si era gia' pronunciato a favore della conferma dell'attuale assessore alla sanita' Mario Melazzini, incoronando anche il canoista Antonio Rossi come 'suo' prossimo assessore allo Sport, e che proprio per questo era andato incontro a critiche da parte del Pdl, lancia un messaggio agli alleati: sulla composizione della giunta, avverte, ''decidero' io. Non mi interessa se gli altri non sono d'accordo - rimarca - la responsabilita' e' mia''. Nel frattempo non si placano le polemiche sul cosiddetto voto utile. In mattinata e' Matteo Renzi, oggi in Lombardia per sostenere il rush finale di Ambrosoli, ad appellarsi cosi' agli elettori: ''L'unica soluzione per assicurare governabilita' e' che Bersani vinca bene, e da questo punto di vista il voto in Lombardia e' decisivo''. In questa prospettiva, e' il messaggio lanciato dal sindaco di Firenze, ''ogni voto sprecato in liste che non sono del centrodestra e del centrosinistra rischia di aumentare le sabbie mobili e il pantano''. Ma Gabriele Albertini, candidato 'montiano' con reali possibilita' di vittoria pari a zero, non ci sta. Anche perche' Pietro Ichino, suo 'compagno' nella lista di 'Scelta Civica' per il Senato, ha gia' preannunciato che alle regionali mettera' la X sul nome di Ambrosoli. ''Il voto disgiunto - osserva Albertini - e' propugnato solo da chi lo ritiene utile per se' stesso'' . fcz/sam/rl

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