sabato 21 gennaio | 03:33
pubblicato il 12/ott/2012 20:01

Lombardia/ Tentazione Lega, 'appoggio esterno' a Formigoni

Cresce malumore Pdl, Beccalossi:Meglio lasciare,così è complicato

Lombardia/ Tentazione Lega, 'appoggio esterno' a Formigoni

Roma, 12 ott. (askanews) - Quanto sia fragile il patto siglato ieri da Roberto Formigoni e Bobo Maroni lo si comprenderà domani, al termine del consiglio federale della Lega Nord chiamato a ratificare un'intesa sottoscritta in via dell'Umiltà alla presenza del 'notaio' Alfano. Perché nel Carroccio l'azzeramento non basta, la ripartenza imposta dal Governatore è considerata comunque dannosa in termini d'immagine e la voglia di marcare un'ulteriore distanza resta fortissima. Non si può prevedere con certezza l'esito della riunione, ma fra le ipotesi in campo c'è quella che si configura come una sorta di appoggio esterno del Carroccio al nuovo esecutivo regionale. Ma non basta. Se davvero Maroni dovesse dare ascolto all'ala più intransigente della dirigenza padana, allora potrebbe non solo stabilire l'esclusione degli assessori leghisti dalla giunta, ma sollecitare il varo di un esecutivo regionale composto solo da 'tecnici'. A completare il quadro, il 'federale' potrebbe mettere nero su bianco il termine dell'esperienza Formigoni, fissando la dead line ad aprile 2013, sollecitando anche una sorta di consultazione 'popolare' tra i militanti per esprimersi sul futuro della giunta. Almeno, queste sembrano le previsioni che rimbalzano dallo stato maggiore pidiellino. Che, intanto, non nasconde la forte irritazione nei confronti del governatore. Pochi difendono Formigoni, consapevoli che - nonostante le smentite - anche Silvio Berlusconi sarebbe a dir poco irritato per la gestione della vicenda. E intenzionato a fornire garanzie a Maroni, così riassumibili: giunta a termine, candidatura per il Pirellone alla Lega, rinnovato rapporto con il Carroccio in vista delle Politiche. Soprattutto se dovesse venir meno l'inseguita unità dei moderati. A dare voce a tutto il malumore pidielle su Formigoni ci pensa la vice coordinatrice del Pdl lombardo, Viviana Beccalossi, che ricorda l'escalation - "a torto o a ragione si dice che la ventata di inchieste non è finita" - e sentenzia: "Credo non sia utile continuare ad andare avanti. Più allunghiamo questa situazione, più tutto diventa complicato". Insomma, meglio sarebbe stato se Formigoni si fosse dimesso. Il Governatore, intanto, va avanti almeno apparentemente senza tentennamenti: "Non ci vorranno più di due settimane" al varo della nuova giunta, promette, per poi aggiungere: "Noi riprendiamo adesso la prospettiva della scadenza della legislatura 2015 come ho sempre detto". Ma da Umberto Bossi a Matteo Salvini il coro è unanime e va in controtendenza: "Si torni alle urne ad aprile". Sempre che le indiscrezioni su nuovi sviluppi non complichino ancor di più la partita, mettendo a repentaglio anche la nascita della nuova giunta.

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