sabato 03 dicembre | 18:53
pubblicato il 12/ott/2012 21:15

Lombardia/ Nel Pdl rassegnati a voto, Formigoni contro il tempo

Punta a nuova Giunta in pochi giorni, nodo province da risolvere

Lombardia/ Nel Pdl rassegnati a voto, Formigoni contro il tempo

Milano, 12 ott. (askanews) - Roberto Formigoni, che non ha mai chiuso una "mini-crisi" in più di due giorni, anche questa volta "non può permettersi di farla durare troppo" perché "l'attenzione mediatica" è alta e aumenta "la percezione che non ha più la situazione sotto controllo". E' questa l'analisi della situazione sulle prospettive della crisi in Regione Lombardia dopo l'arresto dell'assessore Zambetti che circola negli ambienti del Pirellone. Che Formigoni sia l'unico a parlare ancora di elezioni alla fine naturale della scadenza, nel 2015, e che i consiglieri del Pdl siano già rassegnati al voto e a tutti gli effetti con la testa già in campagna elettorale, invece, viene assunto come un dato di fatto. Tra l'altro, al Pirellone circola anche la voce che stiano per arrivare altri avvisi di garanzia. La necessità di risolvere la crisi in tempi brevi, in Regione Lombardia, ha però anche una motivazione "istituzionale". Dopo l'arresto shock di Zambetti, già questa settimana sono saltati due giorni riunioni di Commissioni. Anche la seduta del Consiglio di martedì prossimo, che al momento è stata convocata, rimane in forse. Si tratta di una seduta dedicata al dibattito sulla proposta Consiglio autonomie locali, che ha approvato una proposta sullo spinoso argomento del riordino delle Province, che dovrebbero passare da dodici a sei. Cal chiede tre deroghe. Le province previste sono Bergamo, Brescia, Pavia, Cremona-Lodi, Milano città metropolitana, Varese-Como-Lecco. Le tre richieste di deroga sono per Sondrio, Monza e Mantova. Il problema è che il termine ultimo per formulare una proposta definitiva sul nuovo assetto delle Province da parte del Consiglio regionale sarà martedì 22 ottobre. Con la Lega che ha già affermato che non parteciperà al dibattito nelle riunioni di Commissione, che si terranno giovedì e venerdì prossimo, i prossimi sono dieci giorni chiave, perché se la proposta non arriva, e il clima è ancora di incertezza e di caos, deciderà Roma. Quindi la crisi va risolta prima. E in effetti è stato lo stesso Formigoni oggi a dire che la nuova Giunta verrà nominata entro due settimane, forse qualche giorno prima. La nuova Giunta, se nascerà, dovrà "gestire la riforma sanitaria e la legge elettorale, con l'abolizione del listino. Sono le due cose prima del voto - spiega un esponente del Pdl - condivise, essenziali".

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