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pubblicato il 10/lug/2011 05:10

Lodo Mondadori/ Tempi brevi per risarcimento e eventuale ricorso

Ma Berlusconi pensa anche a un nuovo "blitz" in Parlamento

Lodo Mondadori/ Tempi brevi per risarcimento e eventuale ricorso

Milano, 10 lug. (askanews) - Soldi subito. Così, in sostanza, recita la sentenza dei giudici della seconda corte d'appello di Milano, con cui Fininvest è stata condannata a pagare 560 milioni di euro a Cir nella causa sulla vicenda del lodo Mondadori. Il verdetto è infatti esecutivo, come tutte le sentenze civile e di fatto stabilisce il pagamento della cifra. Su quanto accadrà in concreto occorrerà attendere i prossimi giorni e potrebbe essere una corsa contro il tempo. Dovranno passarne alcuni perchè Cir abbia la copia autentica della sentenza. In teoria, una volta avuta, potrà notificarla a Fininvest. E' da quel momento, secondo quanto si apprende, che per la società del Biscione, partirebbero i 60 giorni per poter presentare il ricorso in Cassazione e, in seguito per presentare eventuale istanza ai giudici di secondo grado per chiedere di sospendere l'esecuzione della sentenza ritenendo che da essa "possa derivare un grave e irreparabile danno". L'attimo in cui Cir avrà in mano la copia autentica del verdetto, sempre secondo quanto si apprende, coinciderebbe anche con quello nel quale la holding della famiglia De Benedetti potrebbe chiedere di escutere la fideiussione. Proprio quella che, dopo la sentenza di primo grado aveva di fatto 'congelato' il pagamento del risarcimento di 750 milioni stabilito dal giudice Raimondo Mesiano. Intanto, però, Berlusconi non escluderebbe un nuovo disperato blitz per fermare o contenere in zona Cesarini gli effetti della condanna. Il premier si sente assediato, isolato, vittima di un affondo concentrico, attaccato politicamente ed economicamente. Vittima, in sintesi, di un progetto che mira a indebolire anche alcuni ministri e per difendersi dal quale è necessario usare le armi della politica, senza escludere nuovi interventi legislativi. Per questo medita un intervento in Parlamento (magari nella manovra al Senato) per introdurre un principio che quantomeno riduca le 'perdite. Evitando il vizio di costituzionalità che secondo molti era palese nella 'salva Fininvest' originaria e puntando sul fatto che il Capo dello Stato non sia pronto ad assumersi la responsabilità di rimandare indietro la manovra in questo contesto di crisi. La condanna, va ripetendo il premier da mesi, "è in grado di mettere in ginocchio le mie aziende e rovinarmi".

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