martedì 28 febbraio | 08:36
pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Lista Monti/ Premier a Melfi irrita Pd-Cgil, Bersani: Così no

Segretario Pd cerca di evitare polemica, ma preoccupato

Roma, 21 dic. (askanews) - La preoccupazione di una campagna fatta anche contro il Pd Pier Luigi Bersani ce l'aveva già da qualche giorno e la sortita di Mario Monti a Melfi, a fianco di Sergio Marchionne, ha rafforzato le preoccupazioni del leader democratico. Che il premier si presenti a fianco dell'ad Fiat ad una iniziativa alla quale non partecipa la Cgil viene visto come un atto decisamente ostile dai democratici, che si trovano subito a dover fare i conti con una Susanna Camusso infuriata. La leader Cgil, spiegano, era furibonda per la scelta di Monti e subito al vertice del Pd hanno intravisto quello che potrà accadere nei prossimi mesi: un Monti che gioca a tutto campo, senza lesinare i colpi bassi, mentre Bersani è costretto a combattere con una mano legata. Lo staff del segretario minimizza, spiega che "in campagna elettorale queste cose succedono" e nega che Bersani possa aver suggerito alla Camusso di non attaccare. Altre voci in Parlamento, invece, spiegano che la segretaria Cgil avrebbe scelto di non affondare i colpi solo dopo avere ascoltato le ragioni del leader democratico. Di sicuro, un dirigente Pd molto vicino a Bersani come Stefano Fassina ha attaccato a testa bassa parlando di "strumentalizzazione politica" e aggiungendo: "Dispiace soprattutto che il presidente Monti abbia preso parte a un evento costruito sulla divisione invece che sulla coesione dei lavoratori. Il presidente del Consiglio, almeno fino alla sua eventuale partecipazione alla campagna elettorale, è il presidente di tutti". E lo stesso Bersani, a Sky Tg24, ha detto parole pungenti che non comparivano nell'intervista di questa mattina al Messaggero, parlando della lista Monti ha incalzato: "Io non credo che faccia bene costruire formazioni politiche intorno alle persone, io ho detto che il mio nome sul simbolo non lo metterò mai, le formazioni politiche devono avere una loro dialettica". E ancora: "Voglio costruire un centrosinistra di governo che abbia disponibilità a incontrare, a discutere con un centro moderato. Sarebbe interessante chiedere a queste formazioni centrali che si stanno organizzando cosa pensano loro del Pd. Sento cose a volte contraddittorie: qualcuno dice 'siamo alternativi', altri dicono 'siamo colloquali'. Io non mi sento alternativo al centro moderato, mi sento alternativo a Berlusconi e alla destra". Proprio questo è il timore di Bersani: che Monti conduca una campagna elettorale non solo contro Berlusconi, ma anche per dividere il Pd da Sel e dalla Cgil.

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