giovedì 19 gennaio | 16:05
pubblicato il 02/mag/2011 20:46

Libia/Pd-Terzo polo verso convergenza su mozioni, attesa Pdl-Lega

I democratici provano a ridurre la distanza da Idv

Libia/Pd-Terzo polo verso convergenza su mozioni, attesa Pdl-Lega

Roma, 2 mag. (askanews) - In attesa di capire quali saranno le mosse della maggioranza, l'opposizione cerca la massima convergenza possibile sui documenti che verranno votati domani alla Camera. O meglio, è data quasi per scontata una posizione unitaria di Pd e 'terzo polo' (o con voto incrociato delle rispettive mozioni o con la predisposizione di un documento unitario), mentre il Pd sta cercando di almeno di ridurre le distanze da Idv, per evitare che in Aula le opposizioni finiscano per marciare in ordine sparso. Francesco Tempestini, capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera è al lavoro per cercare di trovare il punto di massima convergenza e non esclude di arrivare ad un documento "unitario" con il terzo polo. E Roberto Rao, Udc, conferma: "La nostra mozione e quella del Pd neanche simili ma sovrapponibili, non credo ci saranno difficoltà, almeno a votarle reciprocamente". L'Idv, al contrario, ha presentato un testo che condanna l'uso della forza e, dunque, diametralmente opposto a quello di Pd e 'terzo polo'. I democratici, però, vogliono evitare di lasciare ad Antonio Di Pietro una posizione solitaria e stanno cercando di ottenere una convergenza di Idv almeno su alcuni punti della mozione: si proverà insomma a limitare le divisioni prospettando soluzioni come il voto per parti separate e, magari, astensioni incrociate. Più complessa la partita con la maggioranza, anche perché sia Pd che 'terzo polo' sono attraversati da orientamenti diversi. Parte dei democratici, sulla scia degli auspici di Giorgio Napolitano, tifa perché sulla politica estera non si giochino partite 'elettorali': l'area veltroniana, ma anche quella dalemiana, auspicano una soluzione il più possibile 'istituzionale' e, dunque, sono favorevoli alla ricerca di possibili punti di convergenza con la maggioranza, se ve ne sarà l'occasione. E sulla stessa linea c'è Pier Ferdinando Casini. D'altro canto, il segretario Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Rosy Bindi sono più decisi a non fare sconti al centrodestra: se la maggioranza è divisa non gli caveremo noi le castagne dal fuoco, è il ragionamento. Dunque, se il documento di Pdl e Lega conterrà tante concessioni alle istanze di Umberto Bossi, perché il Pd dovrebbe fare un favore alla maggioranza? E anche Fli sembra assai poco disposta a fare cortesie alla maggioranza. Sullo sfondo c'è anche il rapporto con Giorgio Napolitano. Oggi il Quirinale ha smentito ufficialmente di aver telefonato ai leader politici, a cominciare da Pier Luigi Bersani, per cercare di condizionare la partita delle mozioni. E' però un fatto che Napolitano giudica molto negativamente il comportamento di tanti attori politici in questi giorni, dal momento che le missioni degli aerei italiani sono state già avallate con una larga maggioranza in Parlamento lo scorso marzo. Insomma, il timore del capo dello Stato è che i partiti finiscano per 'giocare' con le istituzioni a scopo puramente propagandistico: non perché ci siano valutazioni diverse rispetto a marzo sulla vicenda libica, ma per manovre tattiche che possano mettere in difficoltà l'avversario. Dal Pd, peraltro, ripetono che nei giorni scorsi dei contatti con il Quirinale ci sono stati, aggiungendo che i democratici hanno assicurato a Napolitano "piena coerenza" con il voto di un mese fa. Ma, aggiungono, "perché dovremmo lasciare al solo Di Pietro la possibilità di presentare una mozione?".

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